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La Corte d’Appello condanna Ottaviano Del Turco, Antonio Boschetti e Angelo Bucciarelli

E’ una sentenza che miete molte vittime illustri quella pronunciata questa sera dalla Corte d’Appello de L’Aquila in merito alla vicenda Sanitopoli che azzerò la Giunta regionale targata Ottaviano Del Turco. E sì, perché se l’ex governatore della Regione Abruzzo si è vista ridurre la pena dai 9 anni e mezzo del I grado di giudizio ai 4 anni e 2 mesi del II, così come l’ex assessore regionale alle Attività Produttive, il sansalvese Antonio Boschetti, condannato a 4 anni di reclusione per associazione per delinquere e concussione ed ora a 1 anno e 8 mesi in quanto partecipe dell’associazione a delinquere per induzione indebita, la vera mazzata è toccata al vastese Angelo Bucciarelli, peraltro presente in quel di L’Aquila. Infatti all’allora segretario dell’assessore alla Sanità Bernardo Mazzocca, il collegio guidato dal presidente Luigi Catelli, con i magistrati Armanda Servino e Luigi Cirillo, ha ribaltato la sentenza di assoluzione in I grado, peraltro richiesta nuovamente dal procuratore generale Ettore Picardi, per comminare una condanna a 2 anni in quanto partecipe dell’associazione a delinquere per induzione indebita in concorso.

Una notizia che sta destando molto scalpore in città. Bucciarelli, dirigente di Vastoviva e del Pd locale, il primo ad ufficializzare la propria candidatura alle primarie del centrosinistra ha deciso di ritirarla proprio alla luce del pronunciamento della Corte.

Condonati i 3 anni all’ex manager della Asl di Chieti Luigi Conga, sono rimaste le condanne per l’ex assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca (condanna a 2 anni e 1 mese in quanto partecipe dell’associazione a delinquere per induzione indebita), l’ex segretario generale dell’Ufficio di presidenza della Regione Lamberto Quarta (condanna 3 anni) e l’ex capogruppo regionale del Pd Camillo Cesarone (condanna 4 anni) entrambi riconosciuti rei di associazione a delinquere per induzione indebita.

Prescritti i reati in capo all’ex parlamentare di Forza Italia Sabatino Aracu, ma a far discutere sarà soprattutto l’assoluzione dal reato di corruzione di Vincenzo Angelini, il grande accusatore, patron delle cliniche private, Villa Pini in primis, che, oltretutto, per i togati fu concusso e dovrà essere risarcito dai condannati in quanto vittima.

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