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Pista ciclabile, a rischio 2 milioni di euro

“La priorità è che la pista ciclabile venga realizzata, ma non vogliamo perdere i finanziamenti”. L’assessore Marco Marra non si nasconde dietro un dito: la possibilità che  i fondi stanziati per il tratto vastese della Via Verde tornino al mittente è concreto, ma il Comune ce la sta mettendo tutta per scongiurare la malaugurata ipotesi con nuove progettualità.

A lanciare l’allarme sui 2 milioni e 200mila euro stanziati dal Patto Trigno-Sinello per la realizzazione di un percorso lungo sette chilometri, che attraversa longitudinalmente la riserva di Punta Aderci, era stato nelle scorse settimane il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, che aveva anche svelato alcuni retroscena  e proposto di utilizzare i fondi per la riqualificazione della vecchia Stazione di Vasto Marina.

Secondo il consigliere di minoranza “l’amministrazione comunale avrebbe dovuto sottoscrivere un protocollo d’intesa con la Provincia di Chieti al fine di stralciare il quinto lotto dal progetto complessivo della Via Verde e assegnarne la specifica competenza al Comune”. Sulla questione le versioni sono contrastanti.

“Il protocollo di cui parla Sigismondi  riguarda il comodato per le aree di risulta delle Ferrovie”, spiega Marra, “la verità è che il progetto del quinto lotto della pista ciclabile appaltata dalla Provincia doveva essere stralciato, perché come Comune avevamo ottenuto i finanziamenti, predisposto il progetto esecutivo e acquisito ben 17 pareri. Avevamo anche attivato un tavolo con le associazioni, trattandosi di un’opera il cui percorso attraversa una riserva naturale”, chiosa il delegato ai parchi e alle riserve.

Lo stralcio non c’è stato, la Provincia si accinge ora ad appaltare i lavori (base d’asta di 10 milioni e 311 mila euro) e il Comune rischia di perdere i finanziamenti.

“Faremo di tutto per scongiurare questa ipotesi”, ripete l’assessore comunale,“stiamo lavorando ad altre progettualità, ma la priorità per noi amministratori è che la pista ciclabile venga realizzata comunque”.

Il tratto in questione  (dal confine di Casalbordino alla riserva di Punta Aderci) è particolarmente delicato, non solo perché interessa un’area protetta, ma anche per le caratteristiche morfologiche e territoriali. Una parte del percorso è interessata da dissesto idrogeologico, circostanza che aveva spinto alcune associazioni locali a chiedere una rivisitazione del tracciato. Tale ipotesi aveva però trovato la netta opposizione dell’amministrazione comunale che aveva sollevato proprio il problema dei tempi stretti per l’appalto.

Anna Bontempo

 

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