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In Regione la proposta di legge per l’istituzione del Parco naturale regionale Trabocchi del chietino

Consiglio regionale

Sono state convocate in seduta straordinaria congiunta per domani, martedì 3 novembre alle ore 15.00 la I commissione consiliare Permanente Bilancio, Affari Generali e Istituzionali e la II commissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture che dovranno esaminare alcuni provvedimenti tra cui spicca il Progetto di Legge regionale recante “Istituzione del Parco Naturale Regionale Trabocchi del chietino” proposto da Mario Mazzocca (Sel), Pierpaolo Pietrucci e Donato Monticelli (Pd), il parco marino che sotto la spinta propulsiva dei sindaci di Rocca S. Giovanni e S. Vito Chietino dovrebbe sorgere entro breve dinanzi le coste dei due comuni frentani.

Secondo la proposta approntata e formata da 12 articoli, il tratto della riserva si estenderebbe nel mare Adriatico per 6 miglia marine dal limite nord a quello sud dei due comuni costieri, una nuova area protetta regionale che avrà come finalità:

a) la conservazione di specie animali e vegetali, comunità biologiche;
b) la tutela della biodiversità e dell’equilibrio complessivo dell’ambiente terrestre che marino;
c) la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici del territorio, con particolare attenzione alla peculiarità dei trabocchi;
d) la conoscenza scientifica della flora e della fauna finalizzata al monitoraggio ed al censimento, con particolare attenzione per le specie endemiche e rare;
e) la fruizione turistica, culturale, didattica e ricreativa in forme compatibili con la difesa della natura e del paesaggio.

La perimetrazione dovrà comunque essere decisa dai Comuni entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, che comporterebbe anche la delimitazione delle aree a mare è realizzata mediante idonee boe in accordo con la Capitaneria di Porto. La gestione del Parco sarà demandata ai Comuni che potranno, peraltro, avvalersi di associazioni di protezione ambientale, di Società cooperative o Istituti particolarmente qualificati, dell’Università, dell’Istituto Zooprofilattico per l’Abruzzo e Molise ” G. Caporale”.

Entro 90 giorni dall’approvazione da parte del Consiglio regionale del Piano di Assetto Naturalistico del Parco i Comuni dovranno predisporre il Regolamento di esercizio, che stabilisce le modalità di accesso al Parco e di fruizione dello stesso, con particolare riguardo alla regolamentazione di visite turistiche, osservazione naturalistica e ricerca scientifica, nonché i divieti specifici.

A seguire tutto l’iter procedurale per l’approvazione del Programma pluriennale di Attuazione e del Regolamento, fino all’approvazione del quale entreranno in vigore le norme di salvaguardia, nel caso di specie “le norme previste dalla legge regionale 21 giugno 1996, n.38, fatte salve le disposizioni più restrittive previste da leggi nazionali, da strumenti di pianificazione sovraordinati, dagli strumenti urbanistici comunali o da altre leggi regionali, anche posteriori rispetto alla presente legge”.

Dunque, l’idea di Rocco Catenaro, sindaco di S. Vito, e Giovanni Di Rito, primo cittadino di Rocca S. Giovanni, sembra trovare concretezza a livello regionale e potrebbe essere un nuovo tassello su cui poggiare la lotta alla deriva petrolifera nell’Adriatico. Basti ricordare che la piattaforma Ombrina Mare dovrebbe sorgere proprio dinanzi le coste di quei comuni ed è comprensibile come questo possa essere un atto deciso anche per ostacolarne la realizzazione. E’ presumibile, a questo punto, che l’iter per la istituzione della riserva marina possa essere anche veloce tra i banchi dell’Emiciclo e gli scranni di Palazzo Silone, ma vedremo cosa accadrà nelle prossime settimane.

Luigi Spadaccini

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