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SiderVasto, fumata nera sulla vendita dello stabilimento

Come ormai accade troppo spesso per enti e aziende del vastese anche la vicenda SiderVasto sembra direzionata verso un esito infausto. A distanza di dieci giorni dalla riunione dinanzi al Prefetto Corona, ieri l’ennesima fumata nera che potrebbe far scendere il sipario sul dramma dei 50 dipendenti che vedono il loro futuro sempre più grigio.

Infatti, la proprietà e la curatela hanno respinto l’offerta di acquisto presentata dal gruppo siderurgico Rapullino di Acerra per una cifra prossima ai 7,7 milioni di euro concordati, il cui pagamento sarebbe avvenuto attraverso una prima tranche da versare nell’immediato e il saldo dopo la vendita di alcuni macchinari. La speranza era che il gruppo campano provvedesse anche al riassorbimento dei lavoratori vastesi sulla scia di quanto già fatto a Basciano (Te).

Invece, il no alla proposta, maturato pare anche perché la proprietà ha già venduto il costosissimo slitter taglia lamiere ad un’altra azienda per un importo intorno ai 2 milioni di euro, getta acqua sul fuoco delle speranze e per i dipendenti della SiderVasto, che più volte hanno presidiato i cancelli dello stabilimento di Punta Penna proprio per evitare la sottrazione di quel prezioso macchinario, salvo miracoli si prospetta solo il ricorso alla mobilità da uno a tre anni.

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