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Nuovo raid nella villa confiscata ai rom

 

Si sono introdotti nel garage ed hanno portato via pezzi di carrozzeria di una mercedes parcheggiata nel box. Nuovo raid nella villa confiscata di via dei Bontempi, all’Incoronata,  dove sabato scorso ha fatto tappa la carovana antimafie di Arci, Libera, Cgil, Cisl e Uil, giunta in città in occasione del convegno conclusivo del progetto Legalize you.

A scoprire che qualcuno è riuscito ad entrare di nuovo nella lussuosa residenza, nonostante la presenza di catene e lucchetti, è stata la polizia municipale che nel corso di un sopralluogo ha trovato la basculante del garage aperta e la mercedes priva di pezzi importanti della carrozzeria.  Sembra che l’auto, oggetto di confisca insieme all’immobile, fosse stata destinata alla Guardia di Finanza.  Ora è inservibile.

I vigili urbani hanno stilato un dettagliato rapporto sullo stato dei luoghi che è stato inviato in Procura dal comandante Giuseppe Del Moro. E’ in ordine cronologico il secondo sopralluogo compiuto dalla polizia municipale da quando Il Centro ha riacceso i riflettori su una vicenda che potrebbe avere sviluppi inaspettati e per certi versi sconcertanti.

La villa, la cui proprietà è stata trasferita al Comune dopo un complicato iter giudiziario, è abbandonata da oltre un anno e alla mercè di chiunque. L’intenzione, dichiarata in più circostanze dagli amministratori, è quella di utilizzare l’immobile a fini sociali, riconvertendolo in Casa famiglia per minori, ma ad oggi non si registrano provvedimenti che vadano in quella direzione con il rischio concreto che lo Stato rientri in possesso della villa al cui interno sono presenti marmi, arredi pregiati e diverse camere da letto dotate di bagni e di ogni confort. Una ipotesi da scongiurare anche perché sarebbe la prova di una ingiustificabile inerzia amministrativa. L’immobile è stato sequestrato nel 2009 ad una coppia rom in quanto ritenuto provento di attività illecite.

Nel 2013 la Corte di Cassazione ha confermato la confisca della lussuosa villa (valore stimato in un milione e 200mila euro) e ha contestualmente autorizzato il trasferimento dell’immobile dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati al comune di Vasto.

La vicenda è stata anche oggetto di una interrogazione al sindaco Luciano Lapenna da parte di Andrea Bischia, consigliere comunale di Progetto per Vasto. Secondo  l’esponente della minoranza “non è stato prodotto il massimo impegno per recuperare all’uso sociale la struttura; ed è questa una situazione che certo non rende onore al Comune e non rende merito a coloro che hanno profuso il proprio impegno per una soluzione che, successivamente, non ha colto l’obiettivo prefissato”.

Anna Bontempo

 

 

 

 

 

 

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