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“Paolucci, non chiudere la guardia medica”

Mille cartoline per dire no alla chiusura della guardia medica. Scerni si mobilita contro il provvedimento della direzione generale della Asl che, a decorrere dal primo dicembre, sospende sei presidi sanitari nella provincia di Chieti. Oltre a Scerni il piano dei tagli riguarda anche le postazioni di Cupello (funzionale anche alla vicina Monteodorisio), Celenza sul Trigno, San Vito chietino, Quadri e Palena.

“Paolucci ripensaci. Scerni non merita la chiusura della guardia medica”: è la frase stampata sulle mille cartoline che dal piccolo centro dell’hinterland partiranno alla volta di Pescara, dirette all’assessorato regionale alla Sanità. L’iniziativa è dell’avvocato Corrado Squadrone, presidente dell’Ape, l’associazione per i diritti calpestati.

“La chiusura della guardia medica è antieconomica”, dice Squadrone, “in una notte potrebbero partire dieci chiamate di ambulanze per Scerni, Pollutri e Casalanguida, e costerebbero molto più di quanto costa un medico a notte. Senza considerare poi che non verrebbe rispettata la norma in base alla quale il soccorso deve essere eseguito in otto minuti. Lo sanno tutti che da Vasto per raggiungere Scerni e i paesi limitrofi occorrono 30-40 minuti”, conclude il legale. Scerni non è l’unico comune in fibrillazione. Anche Cupello e Monteodorisio, che nei giorni scorsi hanno riunito i rispettivi consigli comunali, chiedono di non chiudere la guardia medica.

“Abbiamo approvato un ordine del giorno all’unanimità”, spiega il sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio, “e chiesto un incontro con la Regione e la Asl. In questa battaglia contiamo sull’appoggio dei colleghi del Comitato ristretto dei sindaci e dell’Anci Abruzzo. Sopprimere la guardia medica di Cupello, che è funzionale anche alla vicina Monteodorisio, significa costringere i nostri anziani a recarsi al Pronto Soccorso di Vasto. Il problema non riguarda l’emergenza, ma l’ordinario: chiudere il presidio sanitario significa far restare senza assistenza migliaia di persone dal venerdì al lunedì”.

Condivide la battaglia anche il sindaco di Monteodorisio, Saverio Di Giacomo che insieme al collega Marcovecchio sta portando avanti una serie di iniziative.

“Non lasceremo nulla di intentato”, promettono i due primi cittadini che in questa partita possono contare anche sull’appoggio delle minoranze.

Anna Bontempo

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