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Parco della Costa teatina, gli ambientalisti: “si predisponga immediatamente il decreto per la perimetrazione”

Lo avevamo anticipato neri giorni scorsi e l’appello lanciato quest’oggi dalle associazioni ambientaliste potrebbe suonare come una conferma alle indiscrezioni che avevamo raccolto in merito alla perimetrazione del Parco della Costa teatina.

La proposta di De Dominici ha fatto molti scontenti tant’è che si starebbe lavorando per modificare sia i limiti dell’area protetta sia le norme di salvaguardia. E non solo. I continui rinvii nell’affrontare la questione da parte della Conferenza Stato-Regioni, organismo che dovrebbe deliberare un passo importante e quasi definito sull’iter approvativo, potrebbero derivare dalla volontà di fare chiarezza e, magari, trovare una sintesi sulle varie contestazioni al progetto delineato dall’architetto di Bussi sul Tirino.

Questa mattina, intanto, il delegato regionale Wwf, Luciano Di Tizio, il presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco, e Paola Barbuscia di Marevivo hanno tenuto una conferenza stampa per parlare dell’appello che le tre associazioni ambientaliste, insieme ad Arci, Italia Nostra, Fai, Lipu e Pro Natura, hanno rivolto a Matteo Renzi e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una richiesta chiara ed esplicita: “basta tattiche dilatorie: subito il decreto per il Parco Nazionale della Costa Teatina. Si annulli il passaggio in conferenza Stato-Regioni e si proceda con il decreto di perimetrazione anche per scongiurare ulteriori colate di cemento e per cominciare a scommettere seriamente su un’economia verde”.

In particolare gli ambientalisti temono che il passaggio in Conferenza determini “soluzioni pasticciate e alternative al ribasso”, ed allora chiedono con forza che la presidenza del Consiglio dei Ministri “predisponga immediatamente il decreto per la perimetrazione del Parco” e che tale decreto “venga sottoposto subito alla autorevole firma del Capo dello Stato e pubblicato”.

Come ben noto, poi, il 7 ottobre scorso il governatore D’Alfonso ha incontrato i sindaci dei 10 comuni ricadenti nell’area del Parco e con loro aveva condiviso alcuni provvedimenti a cominciare dalla tempistica necessaria per la maturazione degli strumenti urbanistici adottati rispetto al subentro delle norme di salvaguardia, per la quale si è convenuto di prevedere 60 mesi.

Ma le associazioni ambientaliste non ci stanno tanto da chiedere che non vengano concesse “ulteriori dilazioni per l’entrata in vigore delle norme di salvaguardia oltre quelle già individuate dal commissario”, che eventuali proroghe non devono in alcun modo riguardare “strumenti urbanistici solo adottati e non approvati” e la nomina in tempi rapidissimi degli organi dirigenti del Parco”.

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