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Violata la villa confiscata ai rom, i vigili in Procura

Abbandonata e accessibile a chiunque. E’ diventata ritrovo dei senza fissa dimora la lussuosa villa di via Dei Bontempi, all’Incoronata, confiscata ad una coppia di rom perché ritenuta provento di attività illecite. La conferma che nell’edificio si sono introdotte delle persone arriva dalla polizia municipale. Gli agenti, che nei giorni scorsi hanno compiuto un sopralluogo nella villa dopo la segnalazione del Centro, hanno trovato i balconi aperti e le stanze in disordine.

“Rimetteremo un rapporto all’autorità giudiziaria”, si limita a dire il comandante dei vigili urbani, Giuseppe Del Moro.

Le ipotesi sono due: o chi si è introdotto all’interno, forse un extra-comunitario, cercava un posto dove trascorrere la notte, oppure qualcuno ha forzato il cancello di ingresso (dove sono ancora ben visibili i segni dei sigilli rimossi), per rubare le suppellettili. In entrambi i casi è sconcertante che una villa confiscata, la cui proprietà è stata trasferita da un anno al Comune affinchè la destini a Casa famiglia per minori, resti incustodita e in completo abbandono, pur potendo essere utilizzata a fini sociali. Tra i residenti di via dei Bontempi, che alcune settimane fa hanno visto improvvisamente le luci accese all’interno dell’abitazione, cresce la preoccupazione che la villa possa essere occupata abusivamente. Il rischio è più che concreto stando alle segnalazioni che giungono dall’Incoronata.

Nel frattempo monta la polemica. “Appare inverosimile che qualcuno possa essere entrato all’interno di un bene immobile confiscato senza alcunaautorizzazione”, commenta Stefano Moretti dell’Osservatorio regionale anti-mafia, “comunque esiste l’inventario fatto dai Carabinieri al momento del sequestro da cui è possibile capire se è stato sottratto qualcosa”.

Stigmatizza l’accaduto anche Riccardo Alinovi (Codici) che, nel sottolineare la gravità dell’episodio e la necessità di intensificare i controlli, annuncia un esposto alla Procura distrettuale anti-mafia.

La Corte di Cassazione ha confermato la confisca della lussuosa villa (valore stimato in un milione e 200mila euro) nel 2013 e ha contestualmente autorizzato il trasferimento dell’immobile dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati al comune di Vasto. E’ stato l’epilogo di una vicenda giudiziaria iniziata nel 2010 con l’arresto di una coppia rom per detenzione a fini di spaccio di un grosso quantitativo di sostanze stupefacenti. Peccato, però, che dopo tante vicissitudini giuridiche l’amministrazione comunale non sia ancora riuscita ad indire una gara d’appalto e fare quei piccoli lavori necessari per utilizzare la struttura, destinandola a Casa Famiglia per minori.

Anna Bontempo

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