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Angela Pennetta lancia il guanto di sfida: “non mi arrendo davanti a nessuno, me li appetto tutti!”

Oltre trecento persone hanno colmato il teatro Madonna dell’Asilo per la prima uscita pubblica ufficiale del candidato sindaco Angela Pennetta. Un evento atteso con curiosità da molti, tant’è che tra i presenti non sono mancati volti noti della politica locale, dall’ex sindaco ed attuale consigliere comunale di Cupello Angelo Pollutri al consigliere regionale del M5S Pietro Smargiassi.

E l’incontro non ha deluso le aspettative, tutt’altro, con una Pennetta che all’inizio lasciava trasparire un po’ d’emozione e che poi ha sfoggiato grinta da vendere non lesinando neppure frecciate al curaro a destra e a manca.
Sollecitata dai giornalisti l’avvocato penalista ha da subito motivato la sua scelta di candidarsi. “Perché mi candido? La risposta è sotto gli occhi di tutti – ha detto – Vasto è una città devastata e abbandonata. Provo sofferenza a vedere la nostra città ridotta così e penso di poterla cambiare con tutti voi”.

Non poteva mancare un accenno immediato alla composizione delle liste (“saranno cinque”, ha annunciato): “le nostre scelte sono cadute su coloro i quali hanno condiviso questo percorso. E poi i candidati non li scelgo io, ma sono loro che mi stanno contattando e sono soprattutto i giovani a farlo”.

Quello di ieri sera ha rappresentato, dunque, l’avvio di una lunga campagna elettorale per la quale “ho diviso Vasto per quartieri e da domani inizieremo a setacciare tutta la città perché vogliamo conoscere i problemi di tutti i quartieri e di tutti i cittadini”. Un modello porta a porta che richiama lo stile di Barack Obama.

I riflettori non potevano non accendersi anche sui rapporti con le attuali forze politiche e i possibili futuri candidati, a cominciare da quelli con il Movimento 5 Stelle “dei quali condivido molte idee, come la riduzione degli sprechi, il buongoverno, il reddito di cittadinanza, il no al petrolio, ma non mi piace il modo di rapportarsi con gli altri politici offendendoli. Io mi rapporto con tutti con il massimo rispetto”.

Sul possibile avversario proveniente dall’interno del Partito Democratico e sui nomi che in questi giorni spopolano sulle bocche di tutti la Pennetta ha detto con fermezza: “io non temo nessuno. La scelta è di campo tra centrosinistra, centrodestra e i cittadini e noi siamo per i cittadini”.

La questione sicurezza è stato un cavallo di battaglia del legale fin dall’inizio della sua avventura, soprattutto dopo che il quarto furto subito in casa la portava a maturare l’esperienza di Nuova Alba che negli intenti sarebbe dovuta divenire un concreto comitato per la sicurezza. By-passando il parere del sindaco, si è riusciti ad ottenere il sospirato riconoscimento (come annunciato ieri sera) che ne fa il primo caso in Abruzzo, “il che non vuol dire fare le ronde – ha chiarito – ma fare sicurezza partecipata perché come altre forme di partecipazione attiva lì dove lo Stato non può più arrivare con i propri mezzi è giusto che si rivolga ai cittadini e al loro contributo”.

Liquidando in breve la questione urbanistica con un sibillino “Vasto è andata oltre le sue possibilità con un Piano regolatore che ha contribuito a imbruttirla”, la Pennetta ha risposto alle sollecitazioni sull’occupazione puntando decisamente la barra verso il potenziamento del turismo come volano dell’economia locale, parlando della necessità di una stagione turistica che deve essere allungata e della realizzazione di un’area fiera con tensostrutture, prima di lanciare una stoccata diretta al sindaco di Vasto: “Luciano Lapenna è del PD e in Regione c’è il PD e Lapenna che ha fatto? Ha distrutto la città”.

Tornando a parlare di elezioni, avversari e alleanze la Pennetta ha ribadito con forza: “io sono espressione civica autentica e non voglio nessun legame coi partiti. Non mi arrendo davanti a niente e nessuno. Me li appetto tutti”. Un passaggio sottolineato da un fragoroso applauso al termine del quale ha risposto anche sul Parco della Costa teatina che per lei “è una risorsa, ma va studiata in termini migliori. E’ necessaria una revisione – ha evidenziato – ma non dobbiamo avere paura di rimanere ingessati”.

Proiettandosi in ottica elettorale 2016, non poteva mancare una domanda sul possibile (e per molti probabile) ballottaggio? “Ma chi ci va – ha risposto con un sorriso ironico – non esiste. Se ci deve essere saranno i cittadini a deciderlo e a scegliere il mio avversario, ma ritengo che il ballottaggio sia inutile. E comunque vada io gli inciuci non li faccio”.

In conclusione è stata sollecitata a dire qualcosa di negativo e qualcosa di positivo dell’attuale amministrazione Lapenna e il legale non si è lasciata scappare l’occasione di una nuova stilettata. “Quello in cui Lapenna è stato maggiormente deficitario è il rapporto coi cittadini. Il Comune è diventato chiuso”. “Quello di positivo che ha fatto – ha aggiunto – è stato sfruttare la sua carica per diventare presidente dell’ANCI perché le sue cose se le sa vedere benissimo”.

L’ultimo affondo la Pennetta lo ha riservato al centrodestra vastese parlando dapprima di “minoranza (in Consiglio comunale, ndr) connivente con l’attuale maggioranza” e poi affondando il dito nella piaga della divisione insistente nell’area liberale partendo dalle ultime comunali del 2011: “pensavo che Desiati (che ha votato e fatto votare) potesse fare la sintesi del centrodestra e invece così non è stato. Sono anni che andiamo avanti con Desiati e Tagliente. Arriva pure il momento che uno deve andare a casa perché la gente si sarà stufata e il fatto che io non sono definita un politico di razza è per me un complimento. Abbiate il coraggio di stare a casa e godervi la pensione”. Un nuovo passaggio accompagnato da un fragoroso quanto lungo applauso, prima della standing ovation finale dei presenti.

A margine abbiamo sollecitato qualche piccola riflessione sugli interventi del candidato sindaco da parte di uno dei presenti. “Una donna di spessore – ci ha detto Marcella Perchinunno – una donna che non ha peli sulla lingua che rappresenta con il suo modo di essere il popolo realmente. Corretta, diretta, la stimo e l’ammiro perché rispecchia il futuro Vasto. Lei rappresenta il nuovo e ne sono convinta”.

Quando le chiediamo un passaggio che si sentirebbe di sottolineare ci dice “mi fa ridere e condivido appieno quando dice che le dicono ‘non sei un politico per cui non puoi fare politica’. Bellissima la risposta: ‘se fare politica è come avete ridotto Vasto voi che siete stati politici per 20-30 anni sentirmi dire che non sono un politico è un complimento”.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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