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Centri di ricerca, Febbo (FI): “approvare immediatamente la Legge del Centro Unico”

La questione dei Centri di ricerca abruzzesi si protrae da tempo con i lavoratori senza stipendio e una riforma dell’intero settore che avrebbe dovuto portare alla fusione dei tre centri abruzzesi nel Centro unico regionale e che tarda ancora a concretizzarsi.

Non tarda invece un nuovo affondo sull’argomento da parte dell’ex assessore regionale alle Poltiiche agricole Mauro Febbo che senza mezza termini ha detto: “Bisogna portare con somma urgenza in Consiglio regionale la nuova Legge già pronta dalla scorsa legislatura per unificare il Cotir il Crab e il Crivea altrimenti questo esecutivo regionale decreterà la morte della ricerca agroindustriale e agroalimentare in Abruzzo”.

“Dopo un anno e mezzo – denuncia l’attuale presidente della commissione Vigilanza dell’Emiciclo – di solo promesse e chiacchiere le maestranze e i ricercatori del Cotir e del Crab versano ancora in una situazione insostenibile con il serio rischio questa volta che si arrivi al default di questi Centri di eccellenza. Dopo un anno dalla nomina da parte di D’Alfonso di un collegio di liquidatori con il compito di traghettare i tre Centri in un unico Ente di ricerca ad oggi nulla è stato svolto. Inoltre non sappiamo neanche cosa hanno prodotto i liquidatori e quali azioni hanno intraprese per scongiurare la loro definitiva chiusura”.

“Pertanto – annuncia Febbo – sarà mia premura convocare al più presto in Commissione Vigilanza i liquidatori per conoscere, se corrisponde al vero l’interessamento di una multinazionale e a quali condizioni economiche soprattutto per i dipendenti, il motivo del ritardo della Legge del Centro unico e quali risorse economiche la Regione Abruzzo e l’assessore Pepe intendono utilizzare urgentemente per le mensilità arretrate”.

“Credo che – conclude Mauro Febbo – dopo avere accusato di incapacità e di immobilismo la precedente amministrazione, qualcuno dovrà spiegare al comprensorio Vastese e a quello Marsicano come mai questo esecutivo regionale di centrosinistra porti avanti una politica di mortificazione e di censura nei confronti di territori da sempre strategici e fondamentali per l’agricoltura regionale”.

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