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Riconversione mancata, l’odissea torna a Roma

 

Golden Lady. La drammatica odissea di trecento lavoratori torna a Roma. Trascorrono i giorni e le settimane. Il piano industriale della Emarc, azienda della Val di Sangro, per la riconversione di una fetta della ex Golden Lady, non c’è. E non si sono neppure altre proposte. Eppure la Emarc , la multinazionale legata alla Fca (ex Fiat) sembrava seriamente interessata alla ex Golden Lady. Non a caso, come riferito dal vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, si era impegnata a consegnare alla Regione un piano di riconversione entro il 10 agosto. È passato anche il 10 settembre e di quel piano non si hanno più notizie. Legittima la preoccupazione del Vastese. Lo stesso assessore regionale alla sanità e al bilancio, Silvio Paolucci, avvicinato due settimane fa dai lavoratori a Gissi, ha confermato un nuovo stop e Antonio Del Casale, segretario di Vasto del Pd, ha ribadito ieri che non ci sono novità in proposito.

I sindacati hanno già fatto sapere che entro fine mese interpelleranno i sindacati nazionali per riaccendere i riflettori sull’ex Golden Lady e riportare la vicenda al ministero. Giuseppe Rucci (Cgil), Franco Zerra (Cisl) e Arnaldo Schioppa (Uil) non hanno mai smesso di lottare. Davanti al legittimo scoramento di trecento famiglie non hanno esitato a stigmatizzare l’atteggiamento della politica. «Dal presidente Chiodi a D’Alfonso, che cosa è cambiato?», chiede un lavoratore. «Credo che avremmo almeno diritto ad una spiegazione». In effetti è singolare che la sicurezza con cui a maggio venne presentata la nuova riconversione sia completamente evaporata.

Il dramma dei 300 dipendenti non è ancora terminato. Eppure il Gruppo Emarc (indotto Sevel) dava garanzie anche se la multinazionale si sarebbe fatta carico solo di 70 unità lavorative. Da Pescara fanno sapere che il vicepresidente della giunta regionale Lolli sta cercando in tutti i modi di trovare altre aziende disposte alla riconversione dell’ex fabbrica di calze. Ma non è facile e soprattutto è necessario fare attenzione

a cercare soluzioni valide. Alla Camera dei deputati, la vicenda è già finita all’attenzione del sottosegretario al ministero del Lavoro e alle politiche sociali, Luigi Bobba, deputato di Sel, per iniziativa del deputato abruzzese Gianni Melilla. (fonte il centro p.c.)

 

 

 

 

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