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Droga nel vastese, in aula depone la moglie del pentito

 

Riprende lunedì il maxi processo dell’Operazione Adriatico con 81 imputati per spaccio di droghe, attentati e associazione a delinquere. L’udienza si terrà per motivi di sicurezza a Pescara. Giudici e avvocati ascolteranno infatti le dichiarazioni di Italia Belsole, la moglie del collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino, l’uomo che ha alzato il velo su dieci anni di misteri nel Vastese. Da lunedì al 27 ottobre il tribunale di Vasto ha programmato dieci udienze. Quattro sono in programma a settembre: il 14,23, 28 e 30. Sei si terranno ad ottobre: il 5,12, 14, 22, 26 e 27. Un autentico tour de force che sta impegnando duramente un centinaio di penalisti. Gli imputati sono 81.

Italia Belsole è una figura chiave. È la moglie di Lorenzo Cozzolino ma in base alle rivelazioni del collaboratore di giustizia, anche il fulcro dell’inchiesta. Sono in molti a chiedersi se la Belsole confermerà il racconto di Cozzolino e ripeterà le inquietanti dichiarazioni fatte dall’uomo nel 2013 e ritenute attendibili dagli investigatori. Cozzolino è arrivato ad accusare se stesso dell’omicidio del suocero, il padre di Italia Belsole. E forse fu proprio quel cruento episodio a portare l’ex capoclan a Gissi.

Il collaboratore di giustizia ha accusato anche diversi familiari rivelando la presenza nel Vastese di un sodalizio che dal 2011 fu impegnato a finanziare le proprie casse e i collegamenti con l’Olanda e l’Albania.

Il processo racconterà il fiume di droga che inondava la costa Adriatica. La foce era a Vasto. A gestire i traffici, secondo gli inquirenti, sarebbero state decine di persone. Dietro di loro l’ombra della camorra.

L’inquietante ipotesi è emersa dalle indagini della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila condotte in collaborazione con la Procura di Vasto. Ed è quanto intende dimostrare la pubblica accusa nel corso del maxi processo partito a febbraio. In aula è prevista la presenza dei procuratori distrettuali Mancini e Picardi. Non è dato sapere se sarà presente anche il pm di Vasto, Giancarlo Ciani, che ha avuto un ruolo determinante nell’inchiesta. Il palazzo di giustizia sarà blindato.

Sono trascorsi 18 mesi da quando il giudice Giuseppe Romano Gargarella dispose 31 ordinanze di custodia cautelare per i delitti di associazione di tipo mafioso, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti. Altre 84 ricevettero altrettanti avvisi di garanzia.

(fonte il centro)

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