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Fiori sulla spiaggia in ricordo dei capodogli

 

Una fila di fiori lungo la  battigia. Un gesto simbolico per ricordare lo spiaggiamento dei capodogli. E’ l’iniziativa promossa dal Wwf zona Frentana e Costa teatina, insieme al Centro Studi Cetacei onlus, per non dimenticare quello che accadde il 12 settembre 2014, quando sette capodogli disorientati si arenarono sulla spiaggia di Punta Penna. Domani, a distanza di un anno esatto dall’avvenimento, ambientalisti e cittadini si ritroveranno nel cuore della riserva naturale di Punta Aderci, “per non dimenticare”.

“Porteremo dei fiori sulla battigia del mare, una fila di fiori lungo l’area dellospiaggiamento”, annunciano i promotori della manifestazione, “un gesto pieno disperanza, come quella che contraddistingue chi si spende per la tutela degli ecosistemi, nostro bene primario. Una speranza che con la liberazione di una tartaruga Caretta a cura del Centro Studi Cetacei e il generoso supporto della Guardia Costiera di Vasto, toccherà il momento più alto. Altre saranno le iniziative in loco, come costruire con il supporto di artisti un capodoglio di sabbia, raccontarsi storie di mare”.

Nei giorni scorsi era stato l’incontro organizzato dalla Nuova Libreria, in piazzaBarbacani, a ricordare lo spiaggiamento dei capodogli, con la presentazione del libro “Il Forestiero – Un racconto di uomini e balene”, di Stefano Taglioli, ambientalista storico e guardia volontaria del Wwf  il quale , tra un censimento e  l’altro, è riuscito a scrivere un racconto di fantasia che contiene anche riferimenti al pericolo della petrolizzazione dell’Adriatico e al problema dei profughi. Diverse le idee lanciate in quella occasione: l’intitolazione della spiaggia di Punta Penna ai capodogli (ai quali è stata dedicata anche una mostra da parte dell’associazione Amici di Punta Aderci) e la realizzazione di un museo locale di biologia marina a Vasto che possa ospitare gli scheletri dei cetacei morti, attualmente sepolti in un luogo non rivelato per ovvi motivi.

“Lo spirito con il quale è stato scritto il racconto è stato quello di lasciare qualcosa di tangibile a ricordo dei capodogli spiaggiati a Vasto un anno fa”, spiega Taglioli,  “e a ringraziamento del grande impegno delle istituzioni e, soprattutto, delle centinaia di volontari che sono riusciti a fare l’impresa”.   

Anna Bontempo (fonte il centro)

 

 

 

 

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