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Legge sulle autorizzazioni a costruire nelle zone sismiche, ma il Genio civile non accetta progetti

L’entrata in vigore della Legge regionale 28/2011 recante le “Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche” ha suscitato le perplessità dei professionisti della progettazione edile, quale la Federazione regionale degli Ordini degli Ingegneri d’Abruzzo, puntualmente evidenziate nella note inviata al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, all’assessore all’Ambiente e alla Protezione civile, Mario Mazzocca, alla Protezione civile regionale e a tutti gli organismi e ordini interessati da tale provvedimento. Ecco il documento a firma del presidente della Federazione Agreppino Valente.

“La L.R. 28/2011 disciplina le autorizzazioni per le costruzioni in zona sismica, risponde ad una norma introdotta dal 380/2001 che impone il controllo sistematico dei progetti, quindi non più semplice deposito.

Per inciso va detto che tale tipo di procedura non assicura affatto, se male applicata e non supportata da strumenti adeguati professionali e informatici, un miglioramento qualitativo delle progettazioni strutturali teso al raggiungimento di una maggiore sicurezza preventiva ai terremoti.

L’entrata in vigore effettiva della L.R. 28/2011 era condizionata all’approvazione del relativo Regolamento di attuazione.
Nel B.U.R.A. del 19.08.2015 è stato pubblicato detto Regolamento e ne rimarchiamo l’incompletezza (mancano tutti gli allegati, ne sono quattro e sono parte integrante) e pertanto riteniamo la pubblicazione non esaustiva per la piena efficacia della 28/2011.

Come Federazione regionale ed Ordini territoriali degli ingegneri abruzzesi abbiamo vissuto una fase di proficua collaborazione con la II Commissione Consiliare e la Direzione regionale incaricata di redigere il Regolamento, le nostre proposte sono state condivise ed accettate, l’interlocuzione “tecnica” ha dato i suoi frutti.

L’interlocuzione “tecnica”, però, riteniamo sia stata una fase di non difficile componimento, in tutte le riunioni cui abbiamo partecipato (audizioni con la II Commissione Consiliare, incontri con i Dirigenti della Protezione Civile) non ci siamo mai stancati di ripetere che la concreta applicazione della legge avrebbe incontrato ostacoli mastodontici se non accompagnata da una riflessione e conseguente riorganizzazione degli uffici preposti al controllo, i Geni Civili.

Puntualmente il paventato rischio si è concretizzato.
Gli Uffici provinciali dei Geni Civili non accettano e/o ricevono i progetti.

E’ retorico lamentarsi di continuo sulla crisi del mattone, ma di fatto quanto sta accadendo è un altro elemento negativo, quel poco che si muove nel settore edilizio incontra un nuovo, e per il momento insormontabile, ostacolo.
Eppure sentiamo tanto parlare di snellimento amministrativo, di sburocratizzazione della macchina pubblica, temi cavalcati (a parole) dai nostri amministratori regionali ma in realtà ampiamente disattesi per il caso in esame.
Sia ben chiaro, gli ingegneri abruzzesi non sono affatto contrari, o prevenuti, sulla norma; al contrario ritengono che una sua moderna applicazione possa dare impulso a progettazioni di qualità, possa selezionare un consistente numero di colleghi che vi si dedicano in via esclusiva (siamo consci che l’ingegnere che sa fare tutto, dalla progettazione informatica a quella navale, non è più attuale).

Qualche mese fa avevamo proposto al Presidente della Regione, unitamente agli architetti, un protocollo d’intesa per ribadire la ovvia applicazione di una norma statale sui compensi professionali, e con lungimiranza per l’argomento qui trattato, anche l’opportunità di realizzare un sistema di acquisizione di pratiche sismiche basato esclusivamente su interfaccia digitale, non semplice sostituzione di archivio cartaceo con numeri binari ma procedura guidata di trasmissione con step conseguenziali dei dati di progetto.

Rimanendo in tema il citato sistema aprirebbe, dopo la sua entrata in regime, scenari moderni ed avanzati quali la creazione di un unico data base di tutti gli interventi in Regione, aperto a tutte le amministrazioni, al pubblico per i dati non sensibili, con possibilità di interconnessione ed integrazione con altri data base.

Dei particolari ci piacerebbe discutere in un tavolo comune con la Regione e gli altri Enti interessati.
Non diciamo nulla di nuovo, il percorso non è facile, ma bisogna pur cominciare considerato che non ci sono alternative per snellire le procedure, darne trasparenza e abbattere i costi; alcune Regioni con una visone più lungimirante già operano in tal senso.

In conclusione ecco cosa ci aspettiamo dalla Regione:
1) Chiarezza sulla operatività della L.R. 28/2011 in assenza degli allegati al Regolamento;
2) Confronto sull’unico allegato non discusso, quello sui contributi e spese di istruttoria;
3) Riorganizzazione di tutto il processo autorizzativo e dei Geni Civili, nel senso sopra esplicitato, e che sia prodromico all’applicazione della legge”.

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