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Consorzio di Bonifica, i sindacati: ‘no a un commissario che ha avuto un ruolo politico, tecnico o amministrativo nell’ente’

Dopo la parola dei politici e quella di alcuni dipendenti, a parlare della annosa vicenda del Consorzio di Bonifica Sud di Vasto sono ora i sindacati a dire la loro e lo fanno chiedendo immediate risposte dalla Regione Abruzzo evidenziando come “dopo le dimissioni del Commissario Dott. Annibali il Consorzio di Bonifica Sud, se non verranno prese decisioni urgenti e importanti è a rischio”.

Fin da subito i sindacati rilanciano sul piano della battaglia contro una situazione ormai, e lo diciamo noi, davvero insostenibile con i lavoratori senza stipendio da oltre 10 mesi e via discorrendo. “Lo sciopero dei lavoratori del 28 luglio u.s. indetto da FAI-CISL, FLAI-CGIL e FILBI- UIL – dicono – è stato l’ultimo delle tante azioni di protesta tese a denunciare lo stato in cui si trova l’Ente da tempo e che non possono essere scaricate sui lavoratori”.

I sindacati se la prendono anche con “il rimpallo di responsabilità” che “alimenta polemiche ma non favorisce un’opinione obiettiva su quanto effettivamente accaduto nelle attività gestionali e di programmazione degli ultimi anni. Se la gestione e le decisioni prese per il Consorzio, così come si legge dalle dichiarazioni apparse nei quotidiani, sono state improntate da interessi personali, contraddistinte da conflitti politici, da volontà espresse per gli incarichi di nomina politica è ora di cambiare pagina.

Le carenze amministrative dell’ultima gestione che si è insediata mediante elezioni degli organismi sono evidenti sia per quanto riguarda l’ingente debito accumulato che per la carenza di un progetto e programma di sviluppo e di miglioramento delle attività e funzioni che devono essere necessariamente forniti all’agricoltura e alla tutela dell’ambiente e del territorio”.

Dunque, in calce non poteva mancare un forte richiamo a fare chiarezza sui prossimi passo. Dopo che la Giunta regionale ha preso atto delle dimissioni di Annibali ora “deve ottemperare a quanto contenuto nel decreto di Giunta n. 091 del 2014”.

“Per il bene comune e dell’interesse collettivo – chiosano i sindacati – non si può perdere più tempo: chi amministra e gestisce servizi e beni che hanno anche una rilevante funzione pubblica deve avere come obiettivo primario la salvaguardia e la tutela delle attività insieme al lavoro che si può concretizzare con la migliore prospettiva per l’Ente. E’ giusto quindi fornire in modo chiaro, trasparente quali sono le linee di indirizzo, quale programmazione per il risanamento, per mantenere i livelli occupazionali, per la retribuzione degli stipendi arretrati ai dipendenti: in questo contesto sembrerebbe opportuno che per ottenere i migliori risultati non siano coinvolte persone e professionalità che hanno avuto negli ultimi anni un ruolo politico, tecnico o Amministrativo nella gestione del Consorzio”.

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