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Niente diffamazione, assolti avvocato, editore e giornalista

 

Si è conclusa con l’assoluzione la vicenda giudiziaria che da anni vedeva coinvolto, a causa di una notizia di cronaca fatta pubblicare sulla testata telematica di informazione del vastese “Piazzarossetti.it”, un noto avvocato di Vasto (Avv. Carmine Di Risio). La notizia in questione, con la quale il menzionato legale aveva doverosamente portato a conoscenza dell’opinione pubblica l’esito vittorioso di una delicata vertenza di lavoro, aveva perseguito lo scopo di chiarire quanto in precedenza era stato pubblicato – sempre attraverso i canali della stampa – ad onta del proprio assistito, e cioè che il dipendente in questione era stato licenziato per appropriazione illecita di materiali di risulta. Come aveva chiarito, invece, la sentenza del giudice del lavoro, che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento, il dipendente era stato autorizzato a prelevare il materiale e quindi andava reintegrato nel posto di lavoro.

A seguito della pubblicazione di questa notizia sul portale di informazione “Piazzarossetti.it”, su querela sporta della società in parola (la Denso Manufactoring S.p.a.), la Procura della Repubblica aveva rinviato a giudizio il predetto legale (autore della notizia), il direttore della testata telematica “Piazzarossetti.it” (Giuseppe Forte) e persino l’editore del sito di informazione (Stefàno Maurizio).

Alla luce dell’istruttoria svoltasi in lunghi anni di processo, il Tribunale di Vasto, nella persona del dott. Radoccia, ha ritenuto che la notizia in questione non avesse carattere diffamatorio, assolvendo i predetti dal capo di accusa di diffamazione a mezzo della stampa. Si ritengono soddisfatti i legali delle persone accusate (rispettivamente, Avv. Giovanni Cerella e Arnaldo Tascione, per il legale Carmine Di Risio; Avv. Vincenzo Mastrangelo per Giuseppe Forte e Avv. Sergio Lapenna per Stefàno Maurizio) per aver contribuito a far chiarezza su una vicenda che da troppo tempo vedeva ingiustamente accusati i propri assistiti. Vi è da aggiungere, inoltre, che la stessa notizia venne pubblicata anche sul quotidiano “Il Messaggero”, e che a seguito di tale pubblicazione, anche la Procura di Roma aveva aperto un’indagine contro lo stesso professionista, tuttavia immediatamente archiviata per infondatezza del fatto querelato.

 

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