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Scioperano i cacciatori vastesi, in arrivo selecontrollori da fuori regione?

Nei giorni scorsi era stata Copagri Abruzzo a sollevare molte perplessità sulla decisione dei gruppi di cacciatori dell’ATC vastese di portare avanti uno sciopero attraverso la mancata iscrizione alla caccia al cinghiale. I motivi di questo contendere sono stati ben spiegati dal collega Francesco Bottone, che, oltretutto è anche un cacciatore. “La Regione Abruzzo – scrive Bottone in un articolo – ha varato un regolamento per il prelievo degli ungulati che impone vincoli stringenti ai cacciatori. Il punto più contestato è la cosiddetta zonizzazione, la suddivisione del territorio in aree da assegnare, in utilizzo esclusivo, alle squadre di cinghialai.

Ciascuna squadra sarà anche responsabile dei danni arrecati dal cinghiale in quella specifica zona. Un regolamento che non piace ai cacciatori, ma che molti hanno accettato. Molti, ma non tutti, perché ad esempio i cacciatori dell’Atc Vastese hanno deciso di non accettare”. E d’altronde che l’atmosfera sia caldissima lo si era capito anche dalle dichiarazioni del rappresentante regionale di ‘Libera Caccia’, Antonio Campitelli, che sollecitando lo sciopero aveva anche detto “non possono obbligarci a cacciare”.

Posizioni che avevano scatenato le proteste delle organizzazioni professionali dell’agricoltura, Copagri in primis, che le aveva definite “incomprensibili ed inconcepibili” perché determinerebbe un aumento notevole del numero di ungulati con gravi conseguenze per tutte le produzioni agricole (e anche alle persone, alla luce anche dei recenti fatti di cronaca che hanno visto i cinghiali aggredire le persone, aggiungiamo noi).

E la situazione diventa ancor più grave dopo che anche nell’ATC di Sulmona i cacciatori hanno ritirato le squadre. Il rischio, annunciato dal tecnico dell’Atc Chietino Lancianese, Fabio De Marinis, è che migliaia di selecontrollori giungano nei territori da altre regioni del Bel paese.

Insomma una situazione alquanto ingarbugliata tanto da spingere le organizzazioni professionali a chiedere l’intervento in prima persona dei sindaci. Vedremo nei prossimi giorni lo sviluppo della situazione.

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