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Copagri: cacciatori in sciopero, gravi pericoli per l’agricoltura. Sindaci intervenite.

E’ ancora una volta Camillo D’Amico, presidente di Copagri Abruzzo, a prendere ‘penna e calamaio’ e a inviare una lettera stavolta ai sindaci dei comuni ricadenti nell’ambito territoriale di caccia del vastese “per sottoporVi una situazione di cui già avrete contezza e conoscenza perché ripetutamente e quotidianamente trattato sul blog, siti e giornali locali: si tratta della concreta minaccia avanzata dai capi squadra cinghialai dell’A.T.C. “Vastese” di non iscriverle entro il prossimo 31 agosto così che, per la prossima ed imminente stagione venatoria 2015/2016, la caccia al cinghiale nel vostro territorio sarà consentita solo ed esclusivamente con il metodo del “selecontrollo” (articolo 4 del calendario venatorio regionale).

Tutto questo nel mentre la popolazione numerica di cinghiale è in vistoso aumento così come i danni alle colture agricole, gli incidenti ed il concreto pericolo per l’incolumità delle persone”.

Dunque, la minaccia dei cacciatori è sempre più concreta tant’è che D’Amico evidenzia come abbia “personalmente verificato la motivazione ad insistere in questa posizione è forte, unitaria e condivisa nel mondo venatorio dell’A.T.C. “vastese”.

Naturalmente Copagri non condivide questa scelta, “pur con talune ragioni di merito”, anche perché “su 11 A.T.C. presenti nella nostra regione, l’unico che si ostina a non voler attuare il piano quinquennale di contenimento del cinghiale è quello “vastese”.

“Per la parte che mi e ci compete ho ed abbiamo sempre asserito, che il piano va attuato e, solo dopo, apportare tutte le necessarie correzioni tecniche adeguate a migliorarne i contenuti ma il tutto resta un dialogo tra sordi – accusa D’Amico – Mi e ci siamo esposti a tal punto sulla vicenda formalizzando anche note ufficiali alla Provincia di Chieti ed alla Regione Abruzzo di esercitare i poteri sostitutivi di fronte a tale evenienza ma i risultati sono stati assolutamente insoddisfacenti.

E’ una situazione triste e paradossale che genera il concreto pericolo che i cinghiali anziché scendere numericamente, per i naturali abbattimenti, crescano ulteriormente così da aumentare considerevolmente la problematicità. A tutto questo cominciano ad aggiungersi i primi danni segnalati dalla presenza di cervi e caprioli.”

Su questi presupposti la richiesta inviata ai sindaci.“A Voi tutti chiedo e chiediamo – chiosa il presidente di Copagri Abruzzo -un deciso intervento presso l’A.T.C., la provincia di Chieti e la Regione Abruzzo atto ad aprire un urgente tavolo di confronto allo scopo di capire e comprendere se è possibile apportare qualche ulteriore correzione al regolamento tanto contestato oppure, assumendo un impegno istituzionale di alto profilo, convincere i capi squadra ad iscrivere i propri gruppi di cacciatori anche oltre la prevista data del 31 Agosto prossimo, così da poter loro consentire le naturali battute per gli abbattimenti, ed avviare contestualmente il confronto per apportare le richieste correzioni. Tutto ciò non deve apparire un cedimento ma un “onorevole resa” fatta nell’esclusivo interesse del territorio”.

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