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Vasto a secco, i negozianti protestano

 

 

 

La città ha sempre più sete. Il centro storico resta sempre più spesso senza un goccio d’acqua. Lo stesso accade alla Marina. A testimoniarlo sono il presidente dell’Assostampa di Vasto, Giuseppe Catania e l’avvocato Angela Pennetta. Catania in una lettera indirizzata agli enti preposti oltre a ricordare una serie di problemi che affliggono il cuore della città invoca il diritto a dissetarsi e lavarsi per chi paga regolarmente i servizi. In piena estate con la città invasa dai turisti ,il centro storico , ma anche il quartiere Croci e le zone più alte della città restano al tramonto senz’acqua. Non è un bel biglietto da visita. Lo stesso discorso vale per la riviera.

« La cosa più grave è che ormai né la Sasi né il Comune avvisano più gli utenti dell’interruzione o comunque della diminuzione della pressione nell’erogazione idrica», afferma l’avvocato Angela Pennetta. I problemi alla diga di Chiauci hanno aggravato la situazione. Il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca ha confermato che già ad inizio estate durante la manifestazione dell’Air Show, gli alberghi di tutta la riviera da Vasto a San Salvo erano rimasti all’asciutto. I serbatoi non riescono più a riempirsi e questo non è normale. «Nessuno avvisa più i cittadini dando loro la possibilità di fare provviste», incalza l’avvocato Pennetta invocando una adeguata informazione che dia alle famiglie la possibilità di organizzarsi e limitare i disagi.

«Per assurdo si arriverà ad annunciare alle famiglie che il servizio idrico non è più razionato. Questo è grave, dannoso e fonte di innumerevoli disagi. Sono molti gli utenti che si sono rivolti al mio studio» , fa sapere l’avvocato Pennetta. La sete di Vasto in estate è storica. Di anno in anno il problema si aggrava. A Vasto marina e San Salvo marina ci sono istituti , case di cura e residenze per anziani che hanno assoluto bisogno di acqua. Lo stesso vale per gli stabilimenti balneari e le attività ricettive : bar, gelaterie, pub e pizzerie.

«Sarebbe ora che si prendessero seri provvedimenti per evitare dannose dispersioni idriche », aggiunge Pennetta. «La Sasi deve rinnovare la rete idrica. Il Comune, il Consorzio di Bonifica e tutti gli enti che si occupano dell’acqua proveniente dal Trigno e dalla diga di Chiauci trovino prima possibile una soluzione . La popolazione è esasperata e chiede di ricevere un servizio che paga regolarmente», insiste l’avvocato Pennetta. Ma c’è anche un altro avvocato,

Isabella Mugoni dell’Associazione per i diritti del cittadino che sta studiando il problema su richiesta di diversi commercianti del centro storico. Non resta che confidare nella clemenza del tempo e in condizioni meteo favorevoli. (il centro p.c.)

 

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