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Fermata dei treni Frecciabianca a Vasto-San Salvo, ancora una fumata nera

Ormai da mesi, tra annunci e smentite, si attende un potenziamento dello scalo ferroviario vastese con la fermata dei treni veloci Frecciabianca sulla linea Adriatica. Dopo il taglio netto al trasporto passeggero veloce, il rischio di cancellazione dello scalo merci, l’azzeramento della biglietteria ormai solo automatica, il preventivato smembramento del posto di Polizia ferroviaria la stazione di Vasto San Salvo non rappresenta più uno snodo importante del sistema trasporto abruzzese, anzi…ormai ne restano soltanto le ceneri, dalle quali si spera possa risorgere una piccola fenice.

In una battaglia che ha visto il comune di San Salvo quale avanguardia, per ora sembra essersi tutto fermato e nel bene e nel male. Resistono lo scalo merci e il posto di polizia, ma non arrivano i Frecciabianca, un capitolo, questo, sul quale ancora una volta D’Alfonso e compagni mostrano un comportamento ondivago, lo stesso già evidenziato in merito alle trivelle, al Parco della Costa teatina e via discorrendo.

Tant’è che a fronte dell’impegno perché i treni veloci tornino a fermarsi anche a Vasto, nell’incontro di ieri con i vertici di Trenitalia i rappresentati regionali sono stati dichiarati dispersi alla caccia della “diritta via” lungo la quale prendere finalmente decisioni concrete.

Non c’era D’Alfonso, non c’era Lolli e neppure Di Matteo e non solo: perché quello romano è stato ancora un incontro interlocutorio durante il quale i vertici di Trenitalia hanno mostrato di essere privi di ogni notizia utile su tutto quello che era stato detto e fatto negli incontri precedenti.

E normale allora assistere a una levata di lance da parte del centrodestra locale. A Vasto Antonio Monteodorisio (FI) dice: “Trenitalia si è riservata di valutare eventualmente la possibilità di una nuova fermata nella prossima stagione dopo aver esaminato i dati inerenti la popolazione e l’afflusso turistico del nostro territorio. Dunque nulla di fatto, nessuna intesa e nessuna certezza, a differenza di Giulianova che ha ottenuto la fermata già da questa stagione”.
L’esponente forzista non si lascia scappare l’occasione di una stilettata a chi, nella maggioranza aveva annunciato la conclusione di un accordo positiva sulla vicenda. “Una situazione incresciosa – scrive – che si trascina da giugno allorquando con roboanti annunci il centro sinistra aveva dichiarato il raggiungimento di un accordo tra Regione e Trenitalia. Tutto falso purtroppo, disilluse le aspettative degli operatori turistici e dei cittadini”.

“L’assenza di rappresentanti politici regionali all’incontro – accusa Monteodorisio – dimostra quanto questo governo regionale abbia a cuore il nostro territorio, nonostante Vasto sia governata da analoga compagine di centro sinistra e da un sindaco Presidente dell’Anci, carica prestigiosa quanto infruttuosa per il nostro territorio”.

Non sono d ameno le frecce al curaro scoccate dalla vicina San Salvo, dove il primo cittadino Tiziana Magnacca e il presidente del Consiglio comunale Eugenio Spadano così tuonano: “A che gioco stanno giocando la Regione Abruzzo che invece di sostenere le giuste aspirazioni e motivazioni della stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo sembra remare contro a tal punto di avere disertato ieri a Roma il previsto incontro con Trenitalia?”.

La soluzione alla questione, che, peraltro, a Giulianova ha trovato il sostegno in tempi rapidi dell’imprenditoria turistica che ha dato un impulso decisivo al cambio di rotta di Trenitalia, sembra ancora in alto mare. Tante promesse, ma, poi, nulla di concreto e intanto da piazza Giovanni XXIII a San Salvo fanno sapere che “continueremo a proseguire nell’impegno per dotare la stazione di Vasto-San Salvo delle fermate dei treni veloci e che sembra evidenziare tentativi di tarpare le aspirazioni di un territorio che crede e investe nel turismo”.

Il tutto in attesa della riconvocazione di un nuovo incontro a Roma al quale si spera che i rappresentanti della Regione Abruzzo, illuminati sulla via per la Capitale, possano garantire la propria presenza.

Luigi Spadaccini

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