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Consorzio di Bonifica, Di Stefano e Magnacca chiedono la cacciata di Annibali

È stato ancora una volta il Palace Hotel di Vasto Marina ad ospitare un incontro tra il gotha di Forza Italia teatino e la stampa. Una nuova occasione per lanciare accuse contro Luciano D’Alfonso e la sua gestione della regione che ha visto come protagonisti l’on. Fabrizio Di Stefano e il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca. Al centro della nuova querelle il presente del Consorzio di Bonifica Sud di Sant’Antonio Abate, l’ente consortile salito alle cronache negli ultimi mesi per motivi certamente poco meritori, a cominciare dal commissariamento per passare al mancato pagamento degli stipendi dei dipendenti (ormai all’asciutto da oltre 10 mesi), la perdita di alcuni finanziamenti già assegnati dal CIPE e la gestione quanto meno criticabile dell’invaso di Chiauci che nonostante l’abbondante stagione delle piogge ha rischiato di lasciare a secco molti rubinetti del vastese e il mondo agricolo.

Al fianco dei due esponenti forzisti altri compagni di viaggio quali l’ex consigliere regionale, Antonio Prospero, i consiglieri comunali di centrodestra di Vasto, Antonio Monteodorisio, di Casalbordino, Luigino Di Cocco, l’assessore comunale di Scerni, Daniele Carlucci e, tra i presenti, l’ex presidente del Consorzio di Bonifica Sud Trigno e Sinello, Fabrizio Marchetti, tutti con il dito levato contro il commissario Sandro Annibali.

“Durante la gestione Marchetti – ha dichiarato Di Stefano – gli stipendi venivano pagati regolarmente, il servizio irriguo veniva effettuato in maniera costante e sufficiente e l’invaso della Diga di Chiauci era arrivato a distribuire 10 milioni di metri cubi di acqua ed i debiti erano meno 7 milioni di euro.

Il Governo Renzi lo scorso autunno ha revocato due finanziamenti CIPE al Consorzio ed in virtù di questa revoca il Presidente D’Alfonso ha provveduto immediatamente al commissariamento del Consorzio. Ma prima del commissariamento il Ministero aveva preso atto della bontà delle osservazioni della gestione Marchetti ed aveva riammesso uno dei due contributi al finanziamento.

Era ovvio – ha spiegato il Parlamentare – che per ottener l’altro finanziamento sarebbe bastato ricorrere al TAR del Lazio, così come aveva fatto la deputazione consortile recuperando quindi anche l’altro finanziamento. Al contrario però il primo atto del Commissario Annibali è stato quello di bloccare il ricorso, provocando di fatto la perdita del finanziamento”.

Un atto d’accusa ben preciso al quale Di Stefano ha aggiunto anche che “in questi mesi abbiamo assistito al blocco degli stipendi , che forse, a detta sua, verranno regolarizzati a novembre 2015; ad un servizio irriguo assolutamente carente, con conseguenti danni incalcolabili all’agricoltura del territorio; all’invaso di Chiauci, che è riuscito ad accumulare, e quindi, a distribuire per altro male e senza programmazione, solo 4 milioni di metri cubi di acqua, nonostante una stagione invernale particolarmente ricca di piogge.

Infine sembra che il debito del Consorzio sia quasi raddoppiato e comunque superiore a 10 milioni di euro. E’ evidente l’incapacità ed i gravissimi danni gestionali provocati da questo Commissario aquilano, che tutti sappiamo essere stato fortemente voluto da un noto esponente del PD sansalvese”.

“Ma ora ci domandiamo cosa aspettano il Presidente D’Alfonso e l’Assessore Pepe, che con Di Matteo sono stati anche a visitare Chiauci, forse, individuandola come sede di qualche pic-nic – ha alzato la voce Di Stefano – che non solo non stanno prendendo provvedimenti per sbloccare la situazione, ma addirittura, non fanno partire neanche quei finanziamenti che, grazie ai governi di centrodestra erano stati ottenuti e che sarebbero indispensabili per potenziare le capacità della Diga”.

“E’ evidente – ha concluso il Deputato – che questo centrosinistra ha a cuore solo le poltrone, come del resto ha fatto per il Consorzio, e non si interessa minimamente di risolvere i problemi del territorio, con conseguenti risultati catastrofici”.

Al parlamentare casolano ha fatto eco il primo cittadino sansalvese Tiziana Magnacca. “La situazione – ha detto – prima del commissariamento non presentava le criticità che ci sono oggi. Gli stipendi venivano pagati, l’impianto di Chiauci aveva una capacità più che abbondante ed erano stati presentati dei ricorsi per dei finanziamenti che erano stati bloccati. Il commissario Annibali, voluto da qualche avvocato sansalvese, ha revocato i ricorsi e tra le prime modifiche apportate ha pensato bene di raddoppiare il suo compenso e rimborsare le trasferte dall’Aquila. Fortunatamente però Annibali ha pensato di far risparmiare l’ente e si è fatto rimborsare pochissime trasferte, perché è venuto pochissime volte. Si sente parlare –ha continuato l’esponente di Forza Italia – di dimissioni di Annibali. Vere o non, non c’è differenza perché non è presente sul territorio. Non c’è programmazione per la diga di Chiauci”.

“Non si deve abbassare la guardia – ha aggiunto la Magnacca – il consorzio è importante per il territorio e la Regione deve decidere cosa fare. Un presidente aquilano non può vivere e capire i problemi del territorio. Ci sono sul territorio persone che possono guidare il consorzio”.

Dunque, mentre più volte si è parlato delle possibili quanto imminenti dimissioni del commissario Annibali, che lo stesso ha provato a smentire nei giorni scorsi, ecco emergere un altro dato importante, ovvero la richiesta di mettere alla guida dell’Ente un commissario del territorio vastese, un posto al quale già prima della nomina dell’architetto aquilano era stato ambitissimo da alcuni esponenti del centrosinistra. Staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi giorni, ma è certo è che un sasso pesante è stato gettato nelle acque già mosse del Consorzio vastese.

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