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Consiglio Regionale, tutto rinviato a settembre

 

 

12 ore di sospensione, poi un quarto d’ora prima della mezzanotte la travagliata ultima seduta prima della pausa estiva, si apre ma per certificare un nulla di fatto: in un clima di polemiche e scontri in aula, infatti, la riunione viene sciolta per mancanza del numero legale alla luce delle 15 presenze per la maggioranza di centrosinistra ‘orfana’ dei tre consiglieri Olivieri e Gerosolimo (Abruzzo Civico) e Monticelli (Pd), per tutta la giornata di ieri assenti in aperta polemica con la coalizione e il presidente della giunta, D’Alfonso, e con le opposizioni fuori dall’aula. La conferenza dei capigruppo che si è svolta intorno all’una della notte, ha sancito il rinvio delle importanti decisioni, tra cui il salvataggio della istituzione sinfonica abruzzese (Isa) e il provvedimento sul piano di riassorbimento dei dipendenti delle Province e la copertura di costi per alcune importanti deleghe degli stessi enti provinciali.

Il centrosinistra va in ferie con la certificazione di una profonda spaccatura interna: a nulla sono valsi i tentativi di D’Alfonso e soci di ‘recuperare’ fino a tarda sera il sedicesimo consigliere, convincendo l’ex  grillino Bracco, espulso dal M5S e confluito nel gruppo misto, per avere il numero legale ed aprire la seduta ed approvare I provvedimenti più urgenti: in aula aperta la seduta poco prima  della mezzanotte, nel corso della votazione sulla istanza di sospensione dei lavori presentata dal capogruppo Pd Mariani per continuare i lavori della commissione andati avanti per tutta la giornata, il sistema elettronico ha segnalato 15 voti, uno in meno del numero legale, indicando come assente il consigliere del Pd e sottosegretario alla presidenza del Consiglio D’Alessandro, fedelissimo del governatore, nonostante la  presenza di 16 persone, quindi anche Bracco. A quel punto, sono divampati caos e confusione con D’Alessandro e il centrosinistra che hanno puntato il dito sul malfunzionamento del sistema cercando di ripetere il voto. L’opposizione dei grillini, che hanno minacciato di rivolgersi alle forze dell’ordine, e la mancanza dei numeri hanno indotto la maggioranza zoppa a desistere e rinviare tutto alla ripresa dell’attività dopo le ferie. Secondo quanto si è appreso, sarebbe stato Bracco, espulso da Grillo per aver accettato la delega alla cultura e all’estetica da parte di D’Alfonso, a non aver votato avendo  dimenticato la tessera, evidentemente non convinto di votare con  la maggioranza anche alla luce delle pressioni delle opposizioni e dei ribelli del centrosinistra. Da sottolineare che la seduta per essere valida avrebbe dovuto essere aperta entro la mezzanotte. Domani alle 10, si riunirà la Commissione di Vigilanza per affrontare il tema dell’inquinamento del fiume Pescara e il relativo divieto di balneazione sul litorale pescarese. A seguire, alle 11, si riunirà ancora la Commissione Bilancio per completare l’esame della riforma delle competenze delle Province. (ANSA)

 

 

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