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Parco Fortunato, gara per la gestione. Graziano: è tardi

Dopo le proteste di turisti e residenti arriva il bando. L’amministrazione comunale ha indetto una gara per l’affidamento della gestione del Parco Fortunato: un impianto sportivo con annessa area verde di 3.700 metri quadri e parco giochi per bambini lungo la Statale 16 Adriatica.

Possono partecipare associazioni o società sportive dilettantistiche, consorzi, società di ingegneria. Il termine di scadenza per la presentazione delle offerte è stato fissato al 31 agosto. «Salutiamo con favore la pubblicazione del bando, ma non possiamo non rimarcare i ritardi», attacca Alfredo Graziano, responsabile del Comitato “Vasto Marina nel cuore”, che raggruppa i residenti del Parco Fortunato e di altri residence, «se la gara non è stata pubblicata prima è solo per negligenza dell’assessorato al Patrimonio che dalla giunta comunale ha ricevuto ben due sollecitazioni per l’indizione della gara. Il primo atto di indirizzo dell’esecutivo, rimasto disatteso, risale al 28 maggio 2014, il secondo al 29 agosto dello stesso anno: con quest’ultima delibera l’assessorato al patrimonio è stato sollecitato affinché venissero completate le procedure nel termine di trenta giorni. E’ inaudito che la giunta debba intervenire per invitare gli uffici a fare il loro dovere», chiosa Graziano che ripercorre le tappe di una querelle culminata nell’ottobre del 2014 in un avviso pubblico esplorativo per la ricerca di operatori economici interessati alla presentazione di proposte progettuali per la gestione dell’impianto sportivo.

«Le problematiche del Parco, senza manutenzione ed abbandonato al degrado, sono state poste all’attenzione del sindaco Luciano Lapenna in diverse occasioni», racconta il portavoce, «se il bando fosse uscito prima il Comune avrebbe potuto affidare in concessione l’area verde e gli impianti sportivi già durante questa stagione estiva».

La storia del Parco Fortunato è nota: l’area è stata ceduta gratuitamente al Comune nel 2006, a titolo di scomputo degli oneri di urbanizzazione, da tre imprese immobiliari (Fortunato, Mediterranea investimenti e Grassi Luigi).

Le opere sono state acquisite al patrimonio dell’ente, che in questi anni non è stato in grado di assicurare una regolare manutenzione alle strutture.

Anna Bontempo

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