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L’acqua a giorni alterni al Vastese e al Molise

 

Sarà il prefetto di Chieti, Antonio Corona, ad occuparsi personalmente della gestione della risorsa agricola fino a quando non terminerà l’emergenza. La decisione è stata annunciata dallo stesso rappresentante del govenro in provincia di Chieti  ai dirigenti del Consorzio di bonifica sud e del Coniv (il Consorzio che gestisce i depuratori nell’area industriale del Vastese) riuniti in prefettura alla presenza di enti e Comuni interessati. C’era anche una delegazione del Molise. Corona ha stabilito che l’acqua dall’invaso di Chiauci verrà erogata a giorni alterni al Molise e al Vastese. Deluse per l’esclusione dal tavolo tecnico le associazioni degli agricoltori minacciano di occupare la sede del Consorzio di bonifica di Vasto. IL TAVOLO TECNICO. Ieri mattina presso la prefettura di Chieti è stato convocato un tavolo tecnico per trovare una soluzione alla carenza idrica che affligge il Vastese a causa della poca acqua raccolta nella diga di Chiauci. Il nuovo prefetto Antonio Corona dopo aver ribadito che il consumo umano ha priorità assoluta sugli altri settori, ha preso in carico il problema dell’ottimizzazione della gestione della risorsa idrica. Verifiche e aggiornamenti saranno continui. L’acqua di Chiauci sarà erogata a giorni alterni all’Abruzzo e al Molise. Mercoledì prossimo è in programma un nuovo summit per verificare la situazione e disporre eventualmente nuovi provvedimenti. Ribadito l’assoluto divieto di sprecare l’acqua. Saranno i Comuni a vigilare sul comportamento corretto dei cittadini.

L’AGRICOLTURA. Se il meteo parla di una settimana di grande caldo, il barometro dell’umore del mondo agricolo segna bufera. «Per la seconda volta, a distanza di pochi giorni, sono stati esclusi dal tavolo i rappresentanti del mondo agricolo nonostante le richieste inviate da Cia e Copagri al prefetto di Chieti», rimarcano in una nota proprio Cia e Copagri. «L’incontro è stato chiesto per analizzare ed affrontare la questione con una regìa unica che tuteli tutte le categorie che utilizzano l’acqua della diga di Chiauci, dalla potabile, all’irriguo, all’industriale. Gli agricoltori che pagano i contributi e sono l’unica entrata certa che permette l’esistenza del Consorzio che gestisce a monte (diga di Chiauci) ed a valle (traversa San Giovanni Lipioni ed adduttore) le opere che permettono l’utilizzo della materia prima (l’acqua), sono state ancora una volta esclusi da qualsiasi incontro», annotato amaramente le associazioni. «Agli agricoltori non si può continuare a chiedere solo il pagamento senza fornire i servizi. Per effetto delle rotture sull’adduttore, la maggior parte di produzioni orticole sono andate distrutte senza ricevere nessun tipo di risarcimento», ricordano Cia e Copagri annuciando che qualora le decisioni del prefetto Corona dovessero penalizzare ancora il settore agricolo, le associzioni e gli operatori sono pronti a manifestare il proprio malcontento e ad occupare la sede del Consorzio di bonifica sud in contrada Sant’Antonio Abate, a Vasto, per essere finalmente ascoltati dagli organi governo. (p.c. il centro)

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