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“Servizi e beni ai privati? Così ho salvato il Comune”

Il Comune si è salvato dal dissesto anche grazie alle esternalizzazioni che hanno consentito di azzerare le spese di gestione e di garantire servizi più efficienti”. Il Sindaco Luciano Lapenna difende a spada tratta la privatizzazione di impianti sportivi, parcheggi, mense, asili nido e mercati dati in concessione a imprese e società.

In nove anni di amministrazione del centrosinistra le cosiddette “esternalizzazioni” hanno registrato una vera e propria impennata. Sono stati privatizzati la piscina, il palazzetto dello sport, il parcheggio multipiano di Via Foscolo, il mercato coperto di Santa Chiara, solo per citare alcune delle strutture che non vengono più gestite dall’ente. Un’operazione finita nel mirino di Massimo Desiati, portavoce dell’intergruppo consiliare “Vasto 2016”.

“Abbiamo ereditato pozzi senza fondo, fabbriche di debiti con servizi scadentissimi per la collettività – attacca Lapenna – non querelo Desiati perché non è mio costume, ma contesto le sue affermazioni. Gli atti, del resto, sono a disposizioni di tutti: cittadini e magistratura”.

Il Sindaco snocciola dati e cifre cominciando dal palazzetto dello sport di Via Cnti Ricci.

“Il Comune spendeva 220mila euro l’anno per la struttura sportiva, di cui 120mila solo per le utenze, con entrate zero per le casse dell’ente – spiega il primo cittadino – oggi il palazzetto dello sport è il fiore all’occhiello di questa amministrazione che riscuote un canone di 35mila euro. Per non parlare delle spese di gestione della piscina che ammontavano a 456mila euro l’anno. Oggi, con l’affidamento ala società Sport Management di Verona riscuotiamo un canone annuo di 37335 euro e registriamo un aumento degli utenti, passati da 700 a oltre mille”.

Nel resoconto del capo della giunta non poteva mancare il parcheggio multipiano di Via Foscolo dato in gestione ad una ditta molisana, con un contratto trentennale che prevede il versamento di un canone annuo di 12mila euro.

“E’ stata indetta una gara europea che è stata vinta dall’impresa De Francesco, il cui titolare non ha rapporti di parentela con gli amministratori – chiosa Lapenna – offre un servizio eccellente alla collettività. E’ una struttura di cui andiamo fieri”.

E poi il mercato coperto di Santa Chiara, fresco di aggiudicazione a un’associazione di imprese formata da Cia e Confesercenti, che ha proposto un canone di 13mila euro a fronte di un rialzo del 30% sull’importo a base d’asta fissato in 10mila euro.

Il bando è stato indetto dopo una serie di tentativi falliti di avere una gestione diretta da parte degli operatori agricoli – sottolinea il Sindaco – il primo appalto è andato deserto, mentre il secondo è andato a buon fine. La gestione da parte dell’associazione temporanea di imprese comporterà costi bassissimi per il Comune a fronte delle spese spaventose sostenute in passato per ottenere in cambio un servizio antigienico. Tutto è avvenuto nel rispetto delle leggi, al contrario di quanto succedeva durante l’amministrazione degli amici di Desiati” è la stoccata finale di Lapenna.

Anna Bontempo

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