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Scandalo depurazione, le associazioni frentane chiedono l’azzeramento del CdA della Sasi

Continua la lotta delle associazioni ambientaliste e dei consumatori contro l’operato della Sasi, la società che gestisce l’approvvigionamento idrico in quasi tutti i comuni della provincia di Chieti, in merito soprattutto alla mancata depurazione. Una battaglia senza esclusione di colpi iniziata all’indomani del sequestro, da parte della magistratura, di ben 12 depuratori in terra frentana e della citazione in giudizio del presidente del Cda, Domenico Scutti, e di quello della società di servizi Ecoesse, Alfiero Marcotullio, di Serramonacesca (Pe) che ha avuto in appalto la gestione di alcuni impianti di depurazione.

9 le Associazioni riunite di Lanciano (Pro Loco, Italia Nostra delegazione Lanciano, Cittadini in Azione, CittadinanzaAttiva Abruzzo, Associazione Ilaria Rambaldi ONLUS, Associazione Giako, Tradizionando ieri oggi e domani, Associazione culturale Sant’Egidio, Fai delegazione di Lanciano) che hanno deciso di sottoscrivere una lettera inviata a tutti i Comuni che sono serviti dalla Sasi per sollecitare gli amministratori comunali a prendere “una posizione chiara ed incontrovertibile” rispetto allo scandalo “della mancata depurazione delle acque”.

Le 9 associazioni da tempo hanno preso a cuore la questione, sia per il fatto che migliaia di famiglie hanno a lungo pagato tasse per un servizio di depurazione che non c’è stato e che tuttora manca; sia perché, come sostiene anche la magistratura, le acque costiere e i fiumi, a seguito delle mancanze Sasi, sono diventati ricettacolo di liquami e di scarichi non depurati, come accertato “da Procura, Goletta Verde di Legambiente e Arta”.

Le associazioni chiedono ai sindaci, in veste di soci Sasi, “la convocazione di un’assemblea straordinaria dedicata alla soluzione del problema”; la sospensione delle tasse di depurazione presenti “nelle bollette Sasi”; “il rimborso di quanto già pagato dagli utenti negli anni pregressi” per un servizio fantasma; “ogni altra determinazione che apporti soluzione al problema e ristoro all’utenza ingiustamente tassata”; di “valutare la sostituzione del Consiglio di amministrazione e dei dirigenti responsabili della situazione, in considerazione della poliennalità del problema e del fatto che 12 depuratori sono stati trovati tutti fuori norma”.

Tutto ciò, secondo le associazioni, è necessario “in quanto la situazione sta degenerando progressivamente, con gravi conseguenze sul territorio, sul turismo, sull’ambiente e sulla salute dei cittadini esposti, oltretutto, allo specchietto delle allodole delle Bandiere blu, assegnate non si sa come, stante le risultanze delle analisi dell’Arta”.

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