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Diga di Chiauci, Parco della Costa teatina, ASPO. Laudazi: “Vasto…senza voce”

Diga di Chiauci, Parco della Costa teatina, ASPO: sono questi alcuni dei temi al centro del dibattito politico di queste settimane e sui quali anche Edmondo Laudazi, esponente di spicco di Abruzzo Civico e probabile candidato alla poltrona sindacale alle prossime comunali vastesi si è voluto soffermare con una riflessione che lo ha portato a parlare di Vasto come una città senza voce. Vediamo nel dettaglio che cosa dice il docente, già assessore comunale della DC negli anni ’70.

La grande sete. La problematica dell’approvvigionamento idrico potabile e delle gravi carenze di acqua per l’uso agricolo ed industriale, che stanno caratterizzando la stagione estiva corrente, appare strettamente connessa alla disastrosa situazione organizzativa ed economico finanziaria del Consorzio di Bonifica Sud, che non riesce materialmente ad assicurare lo stipendio ai propri dipendenti, a fornire il servizio agli utenti ed ai consorziati ed a valorizzare al meglio gli asset infrastrutturali di cui dispone (vedi Diga di Chiauci).
La situazione è gravissima e la Regione Abruzzo, oltre a non agevolare il previsto rinnovo degli Organi statutari, non affronta gli argomenti ma si limita ad insediare un “Commissario regionale“ che viene da lontano (n.d.r. da L’Aquila), che non conosce il territorio e che arriva a scavalco, non quando serve, ma quando non se ne può fare a meno.

II grande imbroglio. L’agognato Parco della Costa teatina non vuole nascere e sta dividendo la popolazione vastese tra i favorevoli (moltissimi) e i contrari (pochi), con le fila di questi ultimi che, però, si ingrossano a causa delle polemiche sulla attuale scadente gestione della riserva regionale e sulle procedure carbonare seguite, alla chetichella, per arrivare ad una proposta di perimetrazione provvisoria ed ad una normativa transitoria di intervento che hanno evidenziato molti errori ed incongruenze .
Anche in questo caso un “Commissario “, questa volta statale, venuto da lontano (n.d.r. da Pescara), che non solo ha dimostrato di non conoscere la materia e le procedure della concertazione e della trasparenza, ma che addirittura si è permesso di modificare un perimetro che era stato deliberato dal Consiglio Comunale di Vasto, quasi all’unanimità, senza fornire alcuna motivazione sulle variazioni, in più o in meno, che sono state introdotte.

La surroga. In materia di attività produttive, abbiamo appreso che la Camera di Commercio della Provincia di Chieti, ente pubblico – a mio parere – estremamente costoso ed esoso per l’importo dei contributi e dei diritti che gravano a carico degli iscritti e, “sostanzialmente”, poco utile nell’espletamento delle funzioni che è chiamata ad esercitare, invece di concentrasi a chiudere, prima possibile, la fusione in corso con la Camera di Commercio di Pescara, ha trovato l’occasione per avviare la costituzione dell’ASPO, una nuova azienda Speciale che, udite udite, si dovrebbe occupare della promozione e della gestione dei porti di Ortona e di Vasto. Peccato che un nuovo C.d.A. sia stato insediato, le relative remunerate poltrone siano state occupate e le prime iniziative siano state avviate, con grande risonanza sulla stampa regionale a proposito di un protocollo di intesa stipulato con la dirimpettaia cittadina Croata di Ploce, senza che la Amministrazione comunale vastese sia stata assolutamente coinvolta e/o avvertita e, quindi, di fatto surrogata nella operazione della nascita di un Ente che dovrebbe occuparsi di una infrastruttura cittadina, senza che nessuno abbia mosso un dito a riguardo”.

Per Laudazi questi sono alcuni dei fatti su cui è necessario riflettere e discutere.
“Evidentemente – dice in conclusione l’ingegnere, già proiettato in campagna elettorale – la nostra città è rimasta senza voce e a tutti i livelli, istituzionali e no, si crede di poter intervenire su questioni che interessano il territorio vastese senza obbligo di preventiva condivisione delle problematiche che pur ci sono e delle proposte di risoluzione.
Se ciò fosse abituale sarebbe inconcepibile, poiché dimostrerebbe che chi ha portato negli ultimi anni il peso e la responsabilità della rappresentanza elettiva, in maggioranza o all’opposizione, non è risultato del tutto adeguato all’incarico ricoperto e deve essere complessivamente avvicendato.
Ma ciò richiede la difficile alternativa dell’aggregazione di soggetti appassionati, che abbiano la voglia di “scendere in campo” e che siano dotati delle seguenti caratteristiche: una professionalità certa, delle competenze dimostrabili ed utilizzabili, un limpido trascorso sociale ed una “faccia” da spendere per far RISORGERE la nostra città”.

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