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Lavoratori del San Francesco: per quanto ancora potremo resistere?

Alcuni lavoratori della Fondazione Padre Alberto Mileno in lacrime mentre si recavano, mercoledì a Pescara, all’incontro con la ASL, la Fondazione e L’assessore: “Così si muore, siamo senza stipendio da quattro mesi e non c’è la facciamo più!”. Durante l’incontro hanno ribadito: “Non sappiamo quanto riusciremo ancora a resistere! Siamo stremati e arrabbiati ma non molleremo, lotteremo per salvare il nostro posto di lavoro e la nostra struttura che è una risorsa per il territorio del vastese”.Il Direttore Generale facente funzioni, il Dottor Flacco ascolta in silenzio.

L’incontro è animato, qualcuno urla, c’è chi racconta come è diventato difficile vivere (ma ora anche lavorare) senza stipendio da ben quattro mesi e c’è chi, come il delegato della CGIL Venanzio Tilli,  esibisce le bollette scadute che non sa come pagare e urla la sua rabbia, “qualcuno mi dica cosa devo fare?”. Tra i lavoratori c’è chi ricorda che se la struttura continua a funzionare ed erogare prestazioni regolarmente è solo grazie all’impegno dei dipendenti che, nonostante siano senza stipendio da quattro mesi, continuano regolarmente a recarsi a lavoro tutti i giorni e lo fanno con grande professionalità e umiltà e questo accade nel silenzio e nell’indifferenza di tanti.

Il Manager della ASL, dopo aver ascoltato le ragioni dei lavoratori e dell’amministrazione si è impegnato, insieme al consigliere comunale Francesco Menna, componente della segreteria dell’assessorato alla sanità, al termine della lunga mattinata, ad erogare al più presto, prima del 10 agosto, 1milione e 700mila euro.  Le organizzazioni sindacali CGIL-CISL e UIL, hanno chiesto al Dott. Flacco e al consigliere Menna di fare un ulteriore sforzo e cercare di reperire altre risorse necessarie e utili per pagare al più presto gli stipendi arretrati ai lavoratori della Fondazione Mileno. C’è anche chi ha chiesto all’amministrazione della Fondazione, un impegno pubblico affinché le risorse che arriveranno nei prossimi giorni dalla ASL di Chieti, vengano effettivamente destinate al pagamento degli stipendi arretrati ai lavoratori, che in questo anno di crisi hanno lottato per difendere i livelli occupazionali e la struttura come risorsa per il territorio.

Le OO.SS hanno inoltre ricordato che il ruolo del sindacato non è quello di fare “da esattore”, al contrario è quello di trovare soluzioni, proporre idee e cercare uniti soluzioni per uscire dalla crisi che dura da circa un anno. C’è anche chi ha voluto ricordare che la ASL di Chieti non ha bisogno di ragionieri tagliatori di risorse, al contrario servono tagliatori di sprechi che siano capaci di recuperare le risorse necessarie per pagare gli stipendi dei lavoratori della Fondazione Mileno e delle altre strutture private e delle RSA, nessuno escluso.

Al margine dell’incontro mi hanno colpito le parole di un lavoratore che voglio condividere con voi: “Se è vero che senza lavoro si muore. E’ altrettanto vero che senza stipendio da quattro mesi per un padre di famiglia, che deve pagare il mutuo le bollette, e che ha figli non solo sto morendo lentamente ma sto perdendo la mia dignità, a 52 anni non pensavo di dover chidere soldi ai parenti. E’ questo che la politica, la Asl e i vertici della fondazione dovrebbero capire”. Queste parole mi hanno colpito mi sono arrivate al cuore in modo diretto, e dovrebbero far riflettere tutti. Per questo mi corre l’obbligo come lavoratore della Fondazione di invitarvi tutti a partecipare uniti all’incontro del 29 luglio a Pescara perchè siamo in un momento delicato dove è richiesto l’impegno di tutti.

Daniele Leone
iscritto CGIL

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