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Dipendenti senza stipendi e carenza idrica, Consorzio di Bonifica Sud nel caos

Dipendenti senza stipendio ed ora Diga di Chiauci a secco: non è certo l’evoluzione che ci si aspettava dal commissariamento del Consorzio di Bonifica Sud di Sant’Antonio, anzi, come accusa l’ex assessore regionale alle Politiche agricole, Mauro Febbo, “dopo quasi un anno la situazione è solo peggiorata creando disagi e disservizi nel vastese”.

“Dove sono il Presidente D’Alfonso e l’assessore regionale Pepe? E soprattutto, quali azioni intendono mettere in campo viste le attuali criticità che emergono sull’approvvigionamento idrico per il territorio vastese facendo allarmare in particolare il mondo rurale, turistico e quello industriale di San Salvo? Questo dato allarmante ad oggi è l’unico risultato evidente dopo i primi 9 mesi di gestione del Consorzio di Bonifica da parte del Partito Democratico che ha solo pensato a sostituire il precedente Presidente con un commissario ad acta completamente assente”. Insomma è lapidario l’attuale presidente della commissione Vigilanza all’Emiciclo nel lanciare accuse al centrosinistra.

Naturalmente si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa l’esponente di Forza Italia che scrive: “quando a novembre scorso è stato presentato in pompa magna il neo Commissario durante la conferenza stampa del Presidente D’Alfonso e del suo assessore alle Politiche agricole, sono state fatte solo promesse da marinaio criticando la precedente gestione amministrativa. Negli anni precedenti già nei mesi di marzo e aprile, il sottoscritto chiedeva il monitoraggio della quantità di acqua presente nell’invaso della Diga di Chiauci al fine di conoscere la reale situazione ed evitare una crisi idrica in piena estate. Credo che sia veramente imbarazzante accorgersi che, fino a lunedì scorso, la nuova gestione non ha prodotto nessun atto, se non un tavolo tecnico non risolutivo, al fine di intervenire in materia di contenimento e di razionalizzazione delle risorse idriche disponibili a differenza di quanto messo in campo dalla precedente gestione. Imbarazzante inoltre è anche il silenzio di alcune Organizzazioni Professionali che oggi, alla luce del disastro e della disorganizzazione in cui versa il Consorzio di Bonifica sud, tacciono e non intervengono per tutelare il mondo rurale”.

“Adesso spero vivamente – conclude Mauro Febbo – che qualcuno non abbia il coraggio di addossare le responsabilità alla precedente amministrazione poiché il tempo delle favole raccontate da Luciano D’Alfonso è terminato e gli abruzzesi sono persone intelligenti. Oggi, invece, dopo quasi un anno di gestione commissariale al Consorzio di Bonifica, sia il mondo rurale sia quello imprenditoriale aspettano risposte certe e concrete”.

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