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Carenza idrica, tutto il Vastese a rischio

Lo avevamo già intuito il giorni dell’Airshow della città del Vasto che vi erano gravi problemi di approvvigionamento idrico per il vastese tant’è che alcuni balneatori ci avevano inveito male parole nei confronti di chi aveva deciso di chiudere l’acqua in una giornata come quella. Quando l’avv. Arnaldo Tascione, alla guida del Coniv, ha lanciato l’allarme sulla scarsa quantità d’acqua nell’invaso della diga di Chiauci e la possibilità per il Consorzio di Bonifica Sud di avere acqua a sufficienza per trenta giorni la situazione è parsa chiara in tutta la sua gravità.

Ad appesantire la pillola le considerazioni di Giuseppe Tagliente, ex presidente del Consiglio regionale, che denuncia come “il rischio che Vasto & dintorni rimarranno senz’acqua se la politica vastese è in ferie c’è per davvero considerando che non c’è acqua a sufficienza nell’invaso di Chiauci, che costituisce la grande riserva idrica del Vastese, e che la politica se ne sta altamente fregando”.

Tagliente rincara la dose parlando di “un rischio incombente, che potrebbe diventare concreto già a fine luglio scaricando i suoi effetti su cittadini, turisti, aziende e colture agricole”.

Per l’ex primo cittadino vastese per ben due legislature “le ragioni che stanno per portare a questa pesante crisi idrica chiamano in causa per peccato (reato?) di omissione il Consorzio di Bonifica, la Sasi, la Regione, i Comuni e sono sostanzialmente le seguenti:
1) L’aver consentito lo sversamento delle acque senza trattenerle. Nei mesi scorsi per ragioni a quanto sembra di contenzioso con la Ditta appaltatrice la Diga è rimasta aperta e le acque non sono state accumulate nell’invaso (con tutta l’acqua ch’è venuta giù quest’inverno!). La conseguenza è che attualmente la Diga di Chiauci contiene circa tre milioni di mc. d’acqua, un quantitativo a stento sufficiente a soddisfare il fabbisogno idrico sino alla fine del mese corrente.
2) L’inerzia delle istituzioni che non hanno preso consapevolezza del pericolo imminente. A tutt’oggi nessun provvedimento è stato preso in materia di contenimento e di razionalizzazione delle risorse idriche disponibili. Valgano come esempi di questa inconsapevolezza l’assenza per ferie del Commissario regionale del Consorzio di Bonifica, l’aquilano Sandro Annibali, alla riunione indetta lunedì scorso per un primo esame della difficile situazione e la totale evidente indifferenza al riguardo soprattutto dell’amministrazione comunale di Vasto, la più importante del territorio, che non si rende conto delle conseguenze drammatiche che potrebbero derivarne alla salute dei cittadini ed all’economia locale.

Secondo Tagliente per provare a correre ai ripari (ma potrebbe essere troppo tardi e chi dovrà pagare speriamo che stavolta paghi anche perché la diga di Chiauci è costata tanto alle tasche dei cittadini, ndr) “è necessaria una corale presa di coscienza da parte di tutte le istituzioni e forze politiche ed è soprattutto urgente il coinvolgimento diretto delle Prefetture di Chieti e Campobasso, delle Regioni Abruzzo e Molise, dei consorzi di Bonifica di Vasto e Termoli, dei Consorzi industriali (per l’Abruzzo l’Arap), del Coniv delle Asl, della Sasi. Altrimenti tutti a secco”.

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