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Un futuro davvero incerto quello del Cotir e degli altri centri di ricerca abruzzesi

E’ di nuovo polemica sul futuro dei tre centri di ricerca abruzzesi in materia di agricoltura, ovvero il Crab di Avezzano, il Cotir di Vasto e Crivea di Miglianico. Qualche giorno fa Lorenzo Berardinetti, presidente della commissione regionale Agricoltura aveva detto che “nell’ambito della nuova organizzazione del dipartimento delle politiche agricole della regione Abruzzo la marsica assume un ruolo centrale e strategico per l’itero comporto. Avezzano, ospitera’, tra le atre cose, la sede dell’Organismo Unico della Ricerca Regionale in Agricoltura”.

Il consigliere all’Emiciclo di Abruzzo Facile ha inteso anche ringraziare “l’assessore Dino Pepe che ha ben compreso che la nostra non era una battaglia esclusivamente di campanile, ma abbiamo ragionato in ottica regionale e di sviluppo dell’intero settore. Con questo nuovo assetto i servizi all’agricoltura abruzzese saranno di certo piu’ efficaci ed efficienti e gli imprenditori agricoli potranno toccare con mano i risultati dall’azione amministrativa”.
Parole che non potevano non scatenare la replica del predecessore di Pepe, il forzista Mauro Febbo che senza mezzi termini ha invitato Berardinetti e il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, entrambi marsicani “a documentarsi e conoscere la reale situazione sia della ristrutturazione del Dipartimento Politiche agricole sia del Centro Unico di Ricerca Regionale”.

Il presidente della commissione Vigilanza della Regione Abruzzo ricorda come “il Centro unico regionale è fermo e bloccato dall’inizio di questa legislatura quando ho presentato apposito pdl ed ho sollecitato più volte l’inizio dell’iter legislativo (dov’è’ il pdl annunciato è promesso da Pepe & D’Alfonso ??? ) visto la situazione critica e debitoria in cui si trovano il Crab, Crivea e Cotir, vorrei veramente comprendere cosa c’entra la ricerca con i servizi degli uffici territoriali delle Politiche agricole. Due le cose o Berardinetti non conosce la storia e le funzioni del Centro di Ricerca o qualcuno gli nasconde la verità”.

Quindi Febbo lancia una ipotesi che così come posta sarebbe davvero preoccupante. “Invito a tal proposito i Consiglieri regionali della Marsica – scrive – a informarsi seriamente su cosa trama veramente dietro i Centri di ricerca poiché sono in procinto di essere riassorbiti, non in un Centro unico come promesso, ma da qualche multinazionale, magari interessate anche alla parte immobiliare (sic !!!) che inevitabilmente metterebbe alla porta gran parte dei lavoratori. Quindi è ridicolo e paradossale che i Centri di ricerca, e nello specifico il Crab, possa sostituire il lavoro totalmente diverso (cioè esclusivamente scientifico) che svolgono gli uffici regionali dell’agricoltura. Inoltre se la Regione Abruzzo dovesse portare avanti la fusione dei Crab, Crivea e Cotir con una grande società allora significherebbe che l’agricoltura regionale, e non solo quella del territorio di Avezzano, perderebbe uno strumento essenziale per il suo sviluppo e progresso”.

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