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Anche Maria Amato chiede al ministro Delrio la fermata dei treni veloci alla stazione di Vasto-San Salvo

Dopo quella di Gianni Melilla sula questione della mancata fermata dei treni veloci alla stazione di Vasto-San Salvo arriva anche quella dell’on. Maria Amato che ha deciso di tornare a sottoporre la questione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

La Amato nel suo documento evidenzia alcuni passaggi importanti, che riportiamo integralmente anche perché riassumono appieno quanto detto da più parti nel corso di questi mesi di confronto tra le Amministrazioni (quella di San Salvo in primis), la Regione Abruzzo, Trenitalia e il ministero:

– la stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo serve un territorio esteso con una popolazione di oltre 100.000 abitanti che incrementa di circa il 20 per cento nell’area costiera durante la stagione estiva;

– tale stazione ha subito una grave menomazione del servizio di trasporto ferroviario nazionale a seguito della progressiva riduzione del numero di treni che vi effettuano fermate, determinando un grave disservizio per gli utenti che utilizzano il treno come mezzo di trasporto, con particolare riferimento ai pendolari che si muovono per ragioni di lavoro e di studio;

– l’area costiera di Vasto-San Salvo rappresenta una delle zone di maggiore pregio ambientale e di attrattiva turistica e l’istituendo Parco della Costa teatina ha per questo territorio una valenza di economia e sviluppo oltre che di tutela del territorio;

– la decisione di Trenitalia di non prevedere fermate dei treni Frecciabianca a Vasto-San Salvo penalizza fortemente l’Abruzzo ed in particolare i territori meridionali e al confine col Molise, e non solo, in quanto per la sua posizione l’Abruzzo rappresenta uno snodo strategico di collegamento tra i territori posti a nord e sud della dorsale adriatica;

– i collegamenti lungo la dorsale adriatica nel tratto Pescara – San Salvo sono garantiti dalla SS 16, fortemente danneggiata in più tratti da recenti eventi calamitosi e per sua stessa morfologia inadatta al trasporto di merci su gomma, e dalla A14, costruita secondo vecchi criteri, con lunghi tratti privi di corsia di emergenza e attualmente, e da oltre due anni, estremamente disagiata per la presenza di cantieri nel tratto Pescara-Vasto sud che ne accentuano la naturale pericolosità;

– le infrastrutture abruzzesi, sia stradali che ferroviarie, risultano talmente compromesse che rischiano non solo di tagliare fuori l’Abruzzo da qualsiasi collegamento, con conseguenti ripercussioni economico-finanziarie, ma costituiscono un serio pericolo per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini.

– è acclarato che il trasporto su ferro rappresenta il di trasporto a maggiore sostenibilità ambientale;

– lo sviluppo turistico dell’area sud dell’Abruzzo è condizionato dalla sua raggiungibilità;

– le aree industriali della zona già in sofferenza per il lungo periodo di crisi economica necessitano di un miglioramento infrastrutturale che non può prescindere dal potenziamento della rete ferroviaria.

Sulla base, dunque, di questi presupposti la Amato chiede a Delrio e c. “quali misure intendano attuare per contrastare la politica di mercato di Trenitalia non applicabile ad un servizio di pubblica utilità e per indurre l’azienda a rivedere nella pianificazione la scelta di esclusione della stazione Vasto – San Salvo per la fermata dei treni Frecciabianca;

quali sinergie ritengano di mettere in campo con Trenitalia e la Regione Abruzzo per implementare il contributo della rete ferroviaria nella infrastrutturazione dell’area del vastese, considerato che l’intera rete di infrastrutture abruzzesi, stradale e ferroviaria, appare gravemente compromessa sia in termini di bassa qualità dei servizi e conseguenti disagi per gli utenti sia, soprattutto, in termini di sicurezza e incolumità dei cittadini;

quali misure reputino opportuno adottare per consentire una programmazione di risorse per la realizzazione di progetti diretti alla riqualificazione e all’ammodernamento della tratta ferroviaria abruzzese, anche sotto il profilo della sicurezza e in considerazione della più ampia programmazione europea nell’ambito della realizzazione delle grandi reti infrastrutturali ferroviarie”.

Certo con l’estate ormai entrata di gran carriera sarà difficile, ma non impossibile, ottenere un ravvedimento anche parziale da parte di Trenitalia, ma pare necessario tenere aperto il dialogo per giungere a migliorare un sistema infrastrutturale che oggi più che mai sembra inadeguato ad una regione come l’Abruzzo.

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