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Ambulanti abusivi minacciano pesantemente un bagnino vastese

Era normale che prima o poi dovesse verificarsi un episodio che riportasse agli onori della cronaca la presenza massiccia di extracomunitari sui lungomari vastesi (ma non su quelli riminesi, ad esempio…e chissà come mai), una presenza cresciuta a dismisura che si accompagna alla vendita illegale di prodotti spesso contraffatti e di dubbia provenienza, all’accattonaggio spesso molesto, alla realizzazione (talora) di accampamenti abusivi e dai livelli igienici deprecabili.

Qualcuno continuamente ci ricorda che la nostra deve essere una civiltà dell’accoglienza, ma farlo senza regole certe, senza garanzie certe sui controlli sanitari, senza che si riesca ad imporre il rispetto delle leggi crediamo che veda ben al di là dell’apertura che qualcuno vorrebbe.

Quello che è successo in questi due giorni e di cui parlano tutte le cronache locali è davvero un episodio al limite di fronte al quale non si può rimanere inermi. Se un giovane bagnino nell’atto di compiere il proprio lavoro, che è quello di far rispettare le regole dettate da altri per l’ottimale sfruttamento delle aree balneari e la garanzia degli ottimali standard di sicurezza delel stesse, può essere minacciato non una, ma ben due volte senza che nessuno possa agire vuol dire che siamo quasi al collasso.

Due volte, sì, perché ieri mattina, dopo aver intimato ad un ambulante di spostare il suo carretto per la vendita abusiva portato lungo l’arenile, Luca Del Casale si è visto minacciare con una spranga di ferro; e, poi, stamane quando un gruppo di 6-7 persone di colore sono scese da un furgone bianco, lo ha atteso al di fuori del lido dove presta servizio per intimorirlo minacciandolo di pestaggio.

Del Casale ha sì allertato il 113, ma quando la volante è sopraggiunta ormai era troppo tardi. Dell’episodio sono stati informate l’Autorità giudiziaria, dunque, ed anche la Direzione marittima di Pescara competente.

Resta comunque il fatto che ormai nord e centroafricani sono diventati troppi ed oltretutto hanno avuto la capacità di creare una sorta di “famiglia” in grado di fare gruppo anche di fronte alla minaccia di un intervento delle Forze dell’ordine. Basti pensare alle operazioni di sequestro della merce portate avanti nella scorsa estate, quando una decina agenti dovevano interagire con ben oltre una ventina di ambulanti abusivi. Che sarebbe successo, ci chiediamo noi, se questi non avessero accettato di sottostare all’intervento delle FdO? “Lo scopriremo solo vivendo”, cantava qualcuno, perché prima o poi le scintille potrebbero diventare fiamme.

L. S.

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