Banner Top
Banner Top

Bare smaltite nei cassonetti? «Una ditta ne cura il ritiro»

bare

È successo ancora. Le bare sono finite nei cassonetti. «Sono contenitori per il loro riciclo. Noi raccogliamo il materiale in questi contenitori che poi vengono ritirati da una ditta incaricata dal Comune», spiegano gli operai che lavorano al camposanto. A detta dei cittadini, però, le bare da riciclare restano un po’ troppo a lungo nei contenitori. E non è un bel vedere. Non solo. «È legale smaltire le bare in questo modo?», chiedono perplessi.

Nel cimitero di Vasto il degrado e l’incuria regnano sovrani. A denunciarlo sono i visitatori, stanchi di dover fare la gimkana fra il guano di piccioni. L’erba alta nasconde le sepolture più basse e i rovi si aggrovigliano attorno alle cappelle. E poi ci sono le bare. Insieme ai fiori secchi nei contenitori per la raccolta dei rifiuti si trovano bare fatte a pezzi. La questione non è nuova. Tre anni fa la prima denuncia finì in Procura. L’ipotesi di reato contestata ad aprile 2012 dai magistrati fu abbandono illegale di rifiuti. Allora vennero scoperte addirittura ossa umane fra la spazzatura accatastata del deposito comunale di contrada San Leonardo. A distanza di tre anni le cose sono migliorate ma restano molte criticità.

Le modalità di smaltimento dei rifiuti cimiteriali tornano al centro di vivaci polemiche. Un cittadino inorridito ha scattato qualche foto inviandola ad un sito on line e sul Comune sono piovute nuove critiche e nuove accuse. La legge – il Dpr 254 del 15 luglio 2003 – dispone che i rifiuti da esumazione e quelli derivati da attività cimiteriali vadano smaltiti con modalità particolari, raccolti separatamente dagli altri rifiuti e trasportati in appositi siti.

«È esattamente quello che facciamo. Non è colpa nostra se i contenitori per il riciclo non vengono ritirati immediatamente», spiega il personale del cimitero. «Il Comune come smaltisce le casse mortuarie, chi le preleva e decide come e dove portarle?», chiedono i cittadini infastiditi anche dall’invasione del guano. Il vicesindaco Vincenzo Sputore ad ottobre 2014 assicurò che il Comune stava valutando la possibilità di incaricare una ditta specializzata di Sulmona, la Falconieri Rosone, di scacciare i piccioni dal cimitero con i falchi. Sono passati otto mesi e i piccioni al cimitero si sono moltiplicati.

«Che fine hanno fatto i falchi?», chiedono i vastesi. La tecnica, se è stata attuata, non ha sortito l’effetto sperato. Anzi. Più d’uno sospetta che i falchi al cimitero di Vasto non siano proprio arrivati. «Ma come facevano i nostri nonni tenere pulito il camposanto?», chiedono i vastesi invitando il Comune a tornare ai metodi antichi.

Paola Calvano (il centro)

Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.