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Centrodestra e primarie, Tagliente: “ok, ma prima un programma comune”

In queste settimane di avvio della vera e propria campagna elettorale che durerà un anno intero prima del voto di fine maggio 2016 si è molto parlato e discusso soprattutto su quelli che saranno i nomi dei protagonisti della competizione. Se da una parte, però, ovvero nel centrosinistra, è assodato il ricorso alle primarie dalle quali spunterà il nome del candidato certo attorno al quale si raccoglieranno gli sforzi per cercare di vincere e poi dirimere le questioni in famiglia, dall’altra, ovvero il centrodestra, si sta ancora dibattendo sul da farsi.

Quel che è certo è che la tentazione di avere un candidato unico, che possa competere ad armi pari con il fronte di centrosinistra, c’è ma bisogna riuscire a trovare la chiave per scardinare divergenze ormai consolidate.

Più di uno pensa che il rimedio a tutti mali possa essere individuato nel ricorso alle primarie anche nel centrodestra e nelle scorse settimane abbiamo assistito a più di una presa di posizione. Sull’argomento, però, ecco anche quella dell’ex sindaco e presidente del Consiglio regionale Giuseppe Tagliente, il quale, in una nota, richiama l’esigenza di una compattezza del centrodestra partendo dalla considerazione che “i risultati elettorali delle recenti amministrative hanno ancora dimostrato che gli schieramenti alternativi alla sinistra possono vincere, anzi vincono senz’altro, quando si presentano coalizzati sotto un’unica bandiera e con un unico candidato. È il caso della Liguria ed adesso di Comuni importanti come Venezia e Chieti. Non tenerne conto anche a Vasto, dove si voterà l’anno prossimo per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio Comunale, significa voler negare l’evidenza di questo dato politico e condannarsi all’isolamento, all’autoreferenzialità e quindi alla sconfitta elettorale”.

Ed allora Tagliente non può evitare di affrontare il tema delle primarie, dopo che è stata notata la sua presenza anche nel convengo “che ne ha magnificato la quasi miracolistica capacità di portare al risultato sperato voluto” organizzato da Fo&Pa per parlarne.

“Come e cosa fare tuttavia per trovare un collante, un legame tra le forze ed i soggetti che affollano la vasta area di elettorato che non si riconosce nel centrosinistra e nell’apparato di uomini che lo rappresenta? – si chiede l’ex primo cittadino vastese e sulle primarie, che rappresentano una delle risposte afferma “la mia opinione al riguardo si può condensare in questa battuta: le primarie vanno bene purché non siano considerate primariamente. A mio giudizio, perché possano rappresentare un rimedio alla disunione ed alla disaggregazione, le primarie dovranno essere infatti celebrate soltanto a conclusione di una felice ricerca di contenuti programmatici condivisi e partecipati dai soggetti politici disponibili al confronto e non prima; soltanto dopo, voglio aggiungere, che essi avranno trovato una comune proposta politica e programmatica che individui la loro cifra ed il loro carattere distintivo.

Soltanto dopo che essi avranno trovato una omogeneità politica e siglato sulla base di essa un patto di adesione, le primarie avranno senso e ragione di essere e potranno essere utilizzate per la scelta della personalità destinata a rappresentarli come candidato-sindaco. Ritengo che questo passaggio sia importantissimo e tanto più lo credo quando vedo le forze alternative al centro sinistra disputare soltanto sulle facce e non sulla sostanza delle cose concrete: quando vedo con amarezza in questi giorni che intanto il centrosinistra impone l’ibernazione totale del territorio con il progetto di perimetrazione del Parco della Costa (senza che il Comune abbia detto alcunché); quando constato che vengono dilapidati milioni per l’acquisto di impianti sportivi da privati mentre la Città abbisogna certamente d’altro; quando mi angoscia il vedere degradare ed agonizzare questa Città”.

Alla resa dei conti, dunque, è necessario confrontarsi apertamente, trovare dei punti d’accordo (evidentemente anche su posti e ruoli) e poi provare a fare le primarie. Resta da attendere, adesso, la risposta dell’altra parte del centrodestra, quella che da 5 anni lavora per un percorso incentrato su una candidatura già scelta.

L. S.

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