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Nella giungla della toponomastica tra il “magna cervo” e il “canaccio”  

 

 

VIA MAGNACERVO – Così come descritta a lettere sbiadite sull’angolo di un’abitazione, dopo la “discesa” della Madonna delle Grazie, non dice proprio nulla. Eppure si tratta di un cognome appartenente ad illustrare famiglia vastese. Ricordiamo Alessandro Magnacervo (figlio di Cesare ed Emilia Caprioli) che fu letterato appartenente al noto “Circolo istoniese” cui aderivano studiosi di fama e fu promosso, da Nicola Alfonso Viti, poeta e storico patrio, insieme a Lucio Crisci, Carlo Bassano e Marco Aurelio Pansa. Giureconsulto, compose “I Capricci, giovanili”, un poema in rime dedicato al principe di Avellino Francesco Marino Caracciolo. Della famiglia Magnacervo si annovera anche Virgilia, sposa di Francesco Agricoletti, segretario del Marchese Diego D’Avalos, che donò, con testamento del 5.11.1672, al convento di S. Agostino la ricca biblioteca del marito, con una precisa ingiunzione: “scomunica a chi la disperdesse”. La Biblioteca esisteva ancora in San Giuseppe nel 1759… Poi se ne sono perse le tracce. Non sappiamo chi abbia colto l’ingiunzione.

È preferibile perciò scrivere: Via Alessandro Magnacervo.

 

VIA CANACCIO – Non è dedicata ad un felino in senso dispregiativo. Ma, spesso l’intestazione delle strade di Vasto è lasciata alla “ignoranza” degli addetti alle iscrizioni… Non si tratta di un “canaccio”, bensì della famiglia Canacci di cui si ricorda Giuseppe Antonio, nato il 1. 3.1509. Fu dottore in legge all’università di Padova e Mastrogiurato, Letterato insigne scrisse “Memorie Storiche di Vasto” ed un “Canzoniere”. Questo personaggio di grande notorietà fu Credenziere (cioè ufficiale della dogana) del Porto di Vasto. La bibliografia annota l’opera “Imprese del Leone imbrigliato” ed un poema “Monte Etna” che narra le imprese di Alfonso D’Avalos. Compilò il commento ad una stampa dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto; compose sei sonetti in lode di Giovanna D’Aragona ed alcune poesie giovanili (quando era studente universitario a Padova).

Sarebbe più corretto scrivere; Via Giuseppe Antonio Canacci.

 

Giuseppe Catania (noi vastesi)

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