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Fondi per il maltempo, è scontro tra l’assessorato regionale all’Agricoltura e il Comune di San Salvo

Uno dei casi saliti alla ribalta nel corso della settimana appena trascorsa è stata la denuncia da parte di Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri dell’esclusione delle imprese agricole di San Salvo e Cupello dall’accesso ai fondi stanziati per il maltempo del 4, 5 e 6 marzo scorso dopo l’approvazione della Delibera di Giunta regionale n. 410 del 27 maggio scorso.

I due esponenti forzisti avevano parlato di una “Delibera scritta male, approvata in ritardo, con la quale si rischia di perdere i rimborsi destinati alle aziende agricole colpite dal maltempo”.

Accuse alle quali ha replicato l’assessore regionale alle Politiche agricole Dino Pepe, chiarendo da subito che i fondi stanziati da Governo per il maltempo siano pari a 30,5 milioni.

“La Giunta regionale – ha detto Pepe – ha deliberato, con una richiesta specifica al Ministero delle Politiche Agricole, lo stato di calamità naturale a tutela delle aziende agricole regionali, colpite da fenomeni metereologici estremi, che non possono essere annoverati tra i rischi non assicurabili. Una delibera scritta bene, approvata nei termini di legge, con la quale le imprese agricole realmente danneggiate dalle piogge persistenti verificatesi nei giorni 4, 5 e 6 marzo scorso, non verranno penalizzate come affermato da Febbo e Sospiri”.

Il titolare della delega regionale all’Agricoltura ricorda “gli adempimenti previsti dalla normativa vigente (Decreto Legislativo102/2004) che dall’insediamento del nuovo governo regionale non ha subito modifiche”.

Per Pepe “il citato Decreto 102 prevede misure volte a incentivare la stipula di contratti assicurativi e interventi compensativi, esclusivamente nel caso di danni a produzioni, strutture e impianti produttivi non inseriti nel Piano assicurativo agricolo annuale, nei limiti previsti dalla normativa comunitaria e delle risorse disponibili sul Fondo di solidarietà nazionale. Possono beneficiare degli aiuti, le imprese ricadenti nelle zone delimitate dalla Regione che abbiano subito danni superiori al 30 per cento della produzione lorda vendibile. Febbo dovrebbe sapere che il Piano assicurativo agricolo per l’anno 2015, approvato con Decreto n. 5447 del 10 marzo scorso, considera assicurabili quasi tutte le produzioni vegetali, alcune strutture aziendali e le avversità come l’alluvione, la siccità, il gelo e la brina, l’eccesso di neve e di pioggia, la grandine, i venti forti, il colpo di sole e gli sbalzi termici. Possono essere incentivati, quindi, solo ed esclusivamente i danni arrecati alle strutture aziendali non assicurabili (strade, fabbricati, ecc.), scorte e le infrastrutture connesse all’attività agricola, tra cui quelle irrigue e di bonifica. Se si considera inoltre, che il Fondo di solidarietà dispone di scarsissime risorse finanziarie si comprende facilmente che dal 2004, l’orientamento del Governo centrale è quello di incentivare sempre di più la stipula di contratti assicurativi attraverso la riduzione del costo delle polizze assicurative”.

Tutto ciò in linea generale, ma andiamo a vedere cosa afferma Pepe sui casi dell’esclusione di alcune zone dell’Abruzzo e, in particolare, del vastese. “Sull’esclusione dell’intera provincia di L’Aquila, della Marsica, gran parte del Vastese e della Val Vibrata – afferma l’assessore – va precisato semplicemente che gli Uffici competenti della Regione non hanno riscontrato un danno superiore al 30 per cento della Produzione lorda vendibile, percentuale minima per poter richiedere l’applicazione del Decreto 102. Anche in questo aspetto si nota la volontà di voler strumentalizzare il provvedimento di Giunta. Infatti, Febbo non ha considerato che nelle aree interne come la Marsica, le prime lavorazioni agricole vengono effettuate a metà aprile circa”.

Le parole di Pepe lasciano tutta la questione avvinta da perplessità tant’è che ancora una volta da San Salvo le liste di maggioranza che sostengono il sindaco Tiziana Magnacca tornano a chiedere chiarezza affermando “saremmo felici se per le aziende agricole di San Salvo ci fossero certezze per i rimborsi dell’alluvione dello scorso marzo. Ma al momento siamo ancora in attesa atti ufficiali”.

Anzi, affondando ancor di più il coltello nella piaga Forza Italia, San Salvo Città Nuova e Lista Popolare sottolineano con forza come “tale ingiustificata esclusione ha destato molta preoccupazione per impedire che San Salvo (stessa sorte è toccata alla città di Cupello), possa essere trattata in maniera diversa da tutti gli altri comuni abruzzesi pur vantando aziende primarie del comparto agricolo fiore all’occhiello in tutto il centrosud d’Italia, tra cui quelle che conferiscono i loro prodotti come la Cooperativa Euroortofrutticola del Trigno”.

“San Salvo – dice il centrodestra – merita rispetto il giusto rispetto e questa esclusione oltre che immotivata appare del tutto incomprensibile. Al momento non sono stati trasmessi provvedimenti ufficiali né decreti della Regione Abruzzo che vedono tutelate le giuste richieste delle aziende agricole di San Salvo”.

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