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Topi e sporcizia a San Paolo «Qui inciviltà e incuria»

Aiuole piene di erbacce, strade disseminate di buche e rifiuti dappertutto, perfino nel laghetto della villa dinamica. Versa in uno stato di totale abbandono il quartiere San Paolo, il popoloso rione a nord della città, dove si levano di frequente voci di protesta per le condizioni di degrado. A segnalare l’assenza di manutenzione e di servizi è Beniamino Miri, che a nome dei residenti, denuncia una situazione insostenibile.

«Io abito nel quartiere San Paolo dove degrado ambientale e sporcizia superano ogni confronto», attacca il cittadino, «le piante non accudite invadono gli stretti marciapiedi, con disagio per disabili e carrozzine per bimbi; le strade sono piene di buche, la segnaletica orizzontale è un lontano ricordo con pericolo per il grande afflusso di giovani all’uscita dalle scuole. La villa dinamica (!!!) è un appuntamento per cani, liberi di sfogare i loro bisogni, i topi scorrazzano tra le erbe incolte, i giochi per bimbi sono ridotti a resti squallidi e pericolosi fra erbacce e feci di animali, il laghetto è uno scarico puzzolente e indegno per un quartiere civile, i bagni sono chiusi e il giorno di mercato ognuno si arrangia dove e come può». L’indice è puntato contro la dilagante inciviltà di chi frequenta il quartiere, ma anche contro l’assenza di servizi comunali. «Il mancato rispetto delle regole di buona educazione da parte di qualche studente di passaggio e di alcuni cittadini disattenti, che gettano carte, bottigliette di plastica, cicche di sigarette e quant’altro sull’erba o per strada non sollevano l’amministrazione comunale dalle proprie responsabilità»,continua Miri, «i pochi cestini a disposizione nell’area non vengono mai svuotati, i servizi di pulizia dei marciapiedi e delle zone verdi sono inesistenti, il bar è chiuso da tempo e ha preso le sembianze di una latrina. Nonostante le ripetute sollecitazioni da parte dei cittadini, l’amministrazione comunale resta sorda ed inattiva. Un atteggiamento che denota insensibilità e disinteresse nei confronti di una parte della cittadinanza, alla quale viene negato il diritto di fruire di un parco, fortemente voluto per riqualificare il quartiere, che dovrebbe rappresentare il luogo di aggregazione sociale per eccellenza». Per i residenti del rione la disattenzione non è relativa solo alla pulizia e alla manutenzione del quartiere.

«Il 23 maggio si è ricordata, in tutta Italia, la morte del giudice Giovanni Falcone», annota ancora Miri, «nella villa è posta una lapide che ricorda quel martirio e che è stata dimenticata

nello squallore dell’ubicazione. Infatti nessun amministratore si è degnato di deporre un fiore o una corona. É una situazione a dir poco scandalosa. L’ennesima occasione persa per incontrare la cittadinanza e parlare di cultura della legalità».Anna Bontempo

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