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Lapenna ricuce la maggioranza e il Consiglio comunale approva il Rendiconto finanziario 2014

14 voti a favore e 8 contrari: il Consiglio comunale di Vasto ha approvato il Rendiconto finanziario 2014 su base sperimentale e chi si aspettava fuochi pirotecnici all’interno dell’Aula Vennitti è rimasto certamente deluso, ma chi ha vissuto questi anni di politica vastese sapeva bene cosa ci fosse d aspettarsi. Forse per la prima volta dopo tanto tempo si è assistito a un confronto tra parti ben distinte ovvero maggioranza e opposizione entrambe compatte sulle proprie posizioni, mentre Luciano Lapenna portava a casa l’ennesimo risultato positivo del suo mandato dopo aver ricucito, da abile chirurgo della politica, le fila della coalizione che lo sostiene. “Ancora una volta i gufi sono stati sconfitti”, ha commentato più tardi su un noto social network.

Il primo cittadino vastese ha illustrato il documento finanziario riservando ampio spazio ai tagli che gli enti locali hanno avuto nel corso degli anni e che per il Comune di Vasto hanno significato una pesante riduzione del Bilancio, nel confronto 2006-2014, passato da oltre 40 milioni di euro a 31 milioni di euro, che potrebbe anche pregiudicare alcuni servizi.

Altro punto nodale la questione debiti non riscossi sollevata nei mesi scorsi da una parte delle opposizioni e che secondo Lapenna è da addebitarsi all’obbligo di doversi appoggiare a un ente terzo di riscossione, “la cui attività non soddisfa più nessuno”. Tant’è che il comune ha istituito una posizione organizzativa proprio per i rapporti con la società di riscossione (nel caso specifico la Soget).

Gli accertamenti in corso (riferiti al triennio 2009-2011) sono 8810 per un importo di poco superiore ai 3 milioni e 862 mila e 500 euro, cui vanno aggiunti quelli per la Tarsu, 3593 accertamenti e quasi 2 milioni 355 mila euro. “In questi anni abbiamo recuperato oltre 4 milioni di euro anche con il pignoramento di immobili”, ha detto il sindaco prima di chiarire come il Comune abbia approntato una politica di rateizzazione del dovuto molto lunga, pari al massimo a 36 mesi, per venire incontro a una situazione economica come quella attuale. Inoltre ha riferito come sui debiti pesi per il 20-25 per cento anche il debito di una importante struttura che si occupa di sociale.

Il Rendiconto 2014, dunque, secondo l’Amministrazione comunale presenta tutte performances positive ad eccezione del parametro residui passivi, appunto. Nota di soddisfazione anche per la media dei pagamenti verso i fornitori raggiunta dal comune di vasto che nel primo trimestre 2015 si attesta in 89,67 giorni.

Dati, però, che non sono riusciti a convincere le opposizioni, partite alla carica su più fronti. E non poteva mancare la questione della convocazione della Commissione Bilancio nel giorno della prima convocazione del Consiglio comunale, una vicenda che ha fatto dire a Mario Della Porta di un passaggio illegale, a Davide D’Alessandro di un Regolamento stracciato prima di lanciare accuse verso i colleghi di maggioranza di “complicità nell’illegalità” e di “mancanza di rispetto per le istituzioni” che “è inaccettabile e vergognoso”.

Accuse alle quali hanno risposto Domenico Molino e, soprattutto, Maurizio Vicoli il quale ha chiarito: “se dite che siamo nell’illegalità e non adite le vie che la tutelano vuol dire che o siete nostri complici o non vi è illegalità”.

Etelwardo Sigismondi ha posto quesiti ben precisi chiedendo “la verifica reale dell’esigibilità dei residui attivi (ovvero dei crediti avanzati dal Comune, ndr) perché se ce ne sono di inesigibili “questo documento è carta straccia”; e, poi, l’inventario dei beni mobili ed immobili del Comune che non è allegato alla documentazione. Il capogruppo di Fratelli d’Italia più tardi chiederà “la pregiudiziale sospensiva per la mancanza di parte della documentazione richiesta dal Regolamento di contabilità comunale”.

Una posizione non condivisa dalla maggioranza in quanto si sono avuti 20 giorni per chiedere la documentazione che era a totale disposizione dei consiglieri, mentre Molino ha evidenziato come l’inventario dei beni sia disponibile sul sito del ministero delle Finanze e contempli 718 mila 761 mq di territorio e 197 unità immobiliari. Ed allora Guido Giangiacomo, che esprimerà voto contrario in base a una valutazione politica del documento ottenendo l’apprezzamento del collega D’Alessandro, ha suggerito di inviare una copia dell’inventario ai Revisori dei Conti perché ne vengano messi a conoscenza.

Massimo Desiati ha sottolineato come, contrariamente a quanto affermato qualche minuto prima da Lapenna, il Prefetto avesse realmente diffidato i consiglieri con una lettera inviata al primo cittadino il 12 maggio nella quale, con riferimento al Rendiconto 2014, era scritto “si diffida codesto Consiglio comunale a provvedere entro 20 giorni all’approvazione”.

Il portavoce dell’intergruppo Vastoduemilasedici si è soffermato anche sulla risposta data in sede consiliare in merito ai debiti da riscuotere: “attendo ancora la risposta scritta alla mia interrogazione che doveva averla entro 30 giorni” ha detto.

Poi le accuse di mancanza di calendarizzazione, delle opere che andavano fatte e che non sono state fatte (e Molino gli replicherà quelle che sono state le priorità dell’Amministrazione Lapenna e le opere realizzate) in una situazione in cui i consiglierei hanno dovuto “sopportare più che partecipare”.

Incassato anche il sostegno dei dissidenti (i socialisti, che vedranno presto Luigi Masciulli tornare in Giunta; Luigi Marcello ed Elio Baccalà) in un clima tutto sommato tranquillo Lapenna si è assicurato l’ultimo anno di mandato e di frotne a quanto materializzatosi in Aula qualcuno in aula ha ironizzato: “il sindaco è riuscito a compattare la maggioranza eppure l’opposizione”. Insomma, l’approvazione del rendiconto è stato ancora un successo del primo cittadino finora innegabilmente uscito non solo illeso, ma spesso rinforzato, dai confronti interni alla coalizione che lo sostiene.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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