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Un week-end lungo e caldo … ma (ahimé) le spiagge vastesi si sono presentate così

Il primo week-end lungo dal carattere estivo doveva rappresentare anche l’occasione per riscoprire le bellissime spiagge vastesi che rappresentano una cartolina invidiabile oltreché una inestimabile ricchezza per la promozione turistica della città…e invece…

Le immagini testimoniano quello che i turisti e i semplici cittadini hanno potuto ammirare nelle perle più rinomate della città ovvero Punta Penna e il Golfo d’Oro di Vasto Marina.

Qualcuno potrebbe anche provare a giustificare il tutto con le mareggiate, col fatto che nelle scorse settimane operazioni di pulizia sono state eseguite, ma per noi è ingiustificabile che proprio alla vigilia di quella che poteva rappresentare “l’inaugurazione” della stagione estiva non si sia provveduto a prestare la dovuta attenzione ai luoghi che dovrebbero meglio di ogni altro rappresentare lo spirito turistico di Vasto.

Certo le responsabilità sono diverse, perché la spiaggia di Punta Penna è un’area protetta che è sotto l’egida di un Ente gestore, ma l’Amministrazione comunale non può lavarsene le mani, così come lo stesso atteggiamento non può essere giustificato per gli imprenditori della Marina.

Crediamo fosse doveroso un confronto costruttivo (e non di mere rivendicazioni di parte) alla vigilia del ponte lungo per elaborare un piano di interventi anche cofinanziato tra pubblico e privato (perché bisogna superare il limite di pensare che ogni iniziativa e attività debba ricadere solo in capo al pubblico) per porre rimedio alla situazione davvero incresciosa, magari utilizzando parte di quell’imposta di soggiorno (si parla di una cifra raccolta superiore ai 200 mila euro) che negli intenti dovrebbe essere utilizzata proprio per il settore turistico.

Le lamentele raccolte sono state tante, ma anche ai cittadini diciamo di prestare maggiore attenzione a non lasciare rifiuti in spiaggia o nei pressi, di rispettare i divieti (come quello di non potere accedere in spiaggia con gli animali di compagnia) e via discorrendo, perché chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Non si può non sperare che situazioni del genere non si ripetano, anche perché facendo il paio con lo sfalcio dell’erba tardivo (e non si capisce perché la disinfestazione sia stata fatta prima di ripulire il tutto) l’immagine che abbiamo dato di Vasto non è certamente tra le migliori.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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