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Al Liceo Mattioli l’on. Micaela Campana ha presentato la proposta di legge su bullismo e cyberbullismo

È stata l’aula magna del liceo “Mattioli” ad ospitare stamane un interessante incontro tra i ragazzi del biennio e l’on. Micaela Campana, prima firmataria di un disegno di legge sul cyberbullismo che la prossima settimana approderà in Commissione alla Camera prima dell’approdo nell’Aula parlamentare.

Un evento iniziato con l’assegnazione di un premio da parte del Movimento per la Vita alla giovane studentessa Fabiana Santicchia che ha partecipato autonomamente al contest “essere figli una vita un’avventura” che gli è valsa una settimana di formazione in bioetica in quel di Maratea.

L’incontro di stamane è stato introdotto dal vice-dirigente Donato Berarducci e dall’ex allievo del Liceo Antonio Del Casale, promotore dell’iniziativa, il quale ha subito sottolineato come “la tematica del bullismo sia una tematica seria e complessa che si muove su due direttrici. Il primo è che nella vita siamo portati a essere forti con i deboli, il che spesso precipita in logiche di gruppo; il secondo riguarda la sfera individuale e come ci si rapporta con gli altri e verso situazioni di tale genere per le quali si deve uscire dall’omertà”.

Presente al tavolo dei relatori anche il consigliere provinciale Antinoro Piscicelli che ha parlato di bullismo come di “una forma degenerativa in cui l’uomo si avvicina agli istinti primordiali che porta talora a prevaricare gli uni sugli altri”.

L’intervento di Micaela Campana, parlamentare 38enne originaria di Cisternino (Br) nonché Responsabile nazionale del Pd al Welfare e Terzo Settore, è stato incentrato sullo stato attuale dell’uso della rete e sulla nuova proposta di legge sul cyberbullismo che in calce porta come prima firma la sua e che “nasce da una classe fatta di ragazzi come voi di un Liceo di Milano, quando nel corso di un incontro, nel quale si parlava di tutt’altro, una ragazza si alzò e chiese perché le istituzioni non intervengono in casi come quello che l’aveva riguardata direttamente, ovvero un caso di adescamento e minacce via internet”.

Da quel momento sono partite due iniziative importanti, come l’approntamento del disegno di legge “elaborato insieme alle scuole” e la campagna “Belli, ma non bulli”, una campagna di sensibilizzazione che finora ha toccato oltre 2 mila istituti e alla quale hanno aderito molti personaggi dello star system nazionale.

Il primo punto importante toccato dalla Campana è quello dei social verso i quali “spesso non c’è la capacità puntuale di comprendere quali siano i punti bui. Spesso ci si dimentica che i networks sociali sono proprietà di privati e con l’iscrizione si accettano le condizioni d’uso previste da un Regolamento che nessuno legge. Quindi, si ha un utilizzo non protetto della rete che porta a compiere dei reati anche inconsciamente”.

“il fenomeno è diffusissimo – ha aggiunto – tant’è che 1 ragazzo su 5 è vittima di cyberbullismo. E la cosa è ancor più grave se si pensa che spesso il bullismo della rete si tramuta in bullismo reale determinando isolamento e violenza in chi lo subisce”.

Sono numeri che spaventano davvero quelli citati dalla parlamentare aggravati ancora dalla considerazione che “centinaia di migliaia di ragazzi abbandonano la scuola perché vittime di cyberbullismo, gravando pesantemente anche sullo stato e le decisioni delle famiglie”.

Altro punto portato all’attenzione dei ragazzi è quello del presunto anonimato della rete. La Campana ha chiarito come si tratti di una sorta di mito: “non esiste l’oblio della rete – ha detto – così come non esiste l’anonimato. La Polizia postale è sempre in grado di risalire all’IP (e conseguentemente ai dati personali) di chi commette reati”; poi, ha anche evidenziato la durezza del cyberbullismo “che colpisce h24 e che per questo porta a violenze anche molto più forti di quello che accadeva anche solo un ventennio fa”. Invitando i ragazzi a “non sentirsi soli, ma a parlare con i docenti, i dirigenti, i genitori, figure, però, che spesso non hanno adeguate conoscenze tecnologiche”.

Parlando della proposta di legge approntata, l’on. Campana ha detto che parte dei presupposti che si tratti di “un fenomeno che va regolamentato. Non si può pensare che internet diventi il luogo dell’impunità”, accennando poi al fatto che i reati più frequenti riguardano lo scambio di identità e l’adescamento.

Dunque, il disegno di legge, che per la prima volta mette insieme il bullismo fisico e quello virtuale, si struttura in due parti: la prima è dedicata agli aspetti giuridici con un forte inasprimento delle pene avvicinando il reato a quello di stalking. In questo ambito vi sono alcuni punti fermi che vanno tenuti nella dovuta considerazione, ovvero che “chi utilizza il web in maniera inconsapevole va incontro anche a delle conseguenze”, che “è essenziale conoscere il problema, perché la strada per diventare cittadini reali sta nella consapevolezza”, che “le regole vanno scritte con i giovani e vanno condivise”.

“La proposta di legge che ho presentano – ha commentato l’on. Campana – ha proprio l’obiettivo di individuare i comportamenti distorti del bullo e del cyber bullo al fine di dare gli strumenti adatti anche agli adulti per individuare correggere le condotte scorrette perché Internet è una grande occasione di socializzazione e crescita, ma solo con una regolamentazione dei comportamenti può diventare un luogo sicuro di convivenza anche per le categorie più a rischio. E’ necessario porre le basi di un’etica del web attraverso una navigazione più consapevole”.

Nella bozza, tralasciando la parte inerente il bullismo fisico di cui abbiamo maggiore contezza, l’art. 3 cita quelli che sono considerati gli atti di bullismo informatico, ovvero
a) i messaggi on line violenti e volgari mirati a suscitare battaglie verbali in un forum;
b) la spedizione reiterata di messaggi insultanti mirati a ferire la vittima; offendere qualcuno al fine di danneggiarlo gratuitamente e con cattiveria via e-mail, messaggistica istantanea o sui social network;
c) la sostituzione di persona al fine spedire messaggi o pubblicare testi reprensibili;
d) la pubblicazione di informazioni private o imbarazzanti su un’altra persona;
e) l’ottenimento della fiducia di qualcuno con l’inganno al fine di pubblicare o condividere con altri le informazioni confidate via mezzi elettronici;
f) l’esclusione deliberata di una persona da gruppi on-line al fine di provocare un sentimento di emarginazione;
g) le molestie e le denigrazioni minacciose mirate a incutere timore.
h) la registrazione con apparecchi elettronici di video o di audio degli atti di bullismo di cui all’articolo 2 e la pubblicazione degli stessi sui siti internet.

All’art. 4 le pene che si vogliono prevedere che nei casi di persone adulte parlano di “reclusione da sei
mesi a quattro anni chiunque, con le condotte sopra citate, cagiona un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero ingenera un fondato timore per la propria incolumità”.

La seconda è incentrata su una vera e propria campagna di prevenzione che coinvolgerà gli studenti, chiamati ad avere consapevolezza del fenomeno attraverso attività di vario genere (tipo musica, scrittura, fumetto), ma anche docenti, dirigenti e genitori, che verranno raggiunti da seminari, incontri, corsi, dimostrazioni per far comprendere loro le nuove tecnologie e i rischi correlati, ma anche le tecniche di prevenzione, appunto, il tutto con la collaborazione degli uomini della Polizia postale.

“La proposta di legge verrà inviata anche a questa scuola – ha annunciato la Campana – ed il testo dovrà poi confrontarsi con il resto d’Europa e gli Stati Uniti”.

In coda all’intervento del parlamentare la proiezione di un video con alcune testimonianze cui prestare molta attenzione, prima dei saluti conclusivi del dirigente scolastico Silvana Marcucci.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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