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Immigrati a Torino di Sangro, per ora la situazione è gestibile

A Torino, dopo la rivolta di Palmoli, il 24 aprile scorso sono arrivati 22 immigrati, di cui 10 provenienti da Palmoli e 12 da Carunchio che sono stati sistemati nell’hotel “Costa Lecceta” di Borgata Marina, una frazione di Torino di Sangro che si trova a pochi chilometri dal mare. “L’amministrazione è stata avvisata solo con un telefonata  di cortesia, per cui non eravamo preparati ad accoglierli. I profughi che sono arrivati in questa località hanno avuto una brutta sorpresa: credevano di essere mandati a Torino, al Nord, mentre invece si sono trovati in questo piccolo paesino abruzzese .”– commenta il sindaco Silvana Priori. Già dalla sera del loro arrivo, infatti, gli immigrati hanno dato segno del loro dissenso per il trasferimento, molti non hanno occupato i letti che erano a loro destinati; il giorno successivo, il 25 aprile, hanno manifestato pacificamente bloccando viale Costa Verde con alcuni copertoni.

“Hanno creato alcuni disagi, ma tutto si è svolto in sicurezza. Comprendo le ragioni del loro stato di malessere: sono costretti a stare in un piccolo paesino senza  nessuna attività da svolgere, sono frustrati perché vorrebbero andare nel Nord Italia o fuori dall’Italia. Non sono venuti in villeggiatura, ma per trovare un lavoro, per questo vogliono andare nelle grandi città. D’altronde anche i nostri ragazzi, messi nella stessa condizione, non reagirebbero in maniera diversa”– dichiara il sindaco- “Tutti gli ospiti della struttura “Costa lecceta”, infatti, sono giovani con i propri sogni, con la volontà di realizzarsi, ma è come se vivessero in un limbo, in attesa di ottenere il permesso di rifugiati politici: tale condizione può generare delle problematiche in loro che potrebbe sfociare nella violenza”.

Se c’è un problema da parte degli immigrati, può nascere un’incomprensione anche da parte dei cittadini, molti dei quali vedono di cattivo occhio questi ragazzi che alloggiano in hotel e hanno cibo gratis, mentre in Italia ci sono molti disoccupati, per i quali non si fa nulla. In questa situazione d’instabilità, è facile che si originino dei disordini, anche se finora l’unica manifestazione di protesta per la presenza degli immigrati è stata quella organizzata da Forza Nuova per il 1 maggio, ma non ha avuto grande risonanza; erano presenti solo pochi giovani di Torino di Sangro, altri provenienti dal gruppo del movimento Atessa- Aventino.  Nonostante sia favorevole all’accoglienza, il sindaco di Torino di Sangro è in totale disaccordo con la scelta della Prefettura di collocare gli immigrati nelle strutture sul litorale. “Non si tratta di essere razzisti, ma di difendere gli imprenditori che hanno le strutture turistiche in questa zona, che vivono di quello che guadagnano durante la stagione estiva. Le famiglie e i turisti preferiscono andare altrove, piuttosto che in questi luoghi dove sono presenti gli immigrati, ma tale scelta non dipende tanto dal fatto che siano stranieri, ma dallo stato di paura e diffidenza generale che viviamo in questi anni. Sia per gli immigrati, che sono in forte disagio in questa situazione, sia per i cittadini auspico che il Prefetto provveda al loro trasferimento, com’è stato promesso, anche se è in arrivo una marea umana alla quale non so come si riuscirà a far fronte. Bisognerebbe che la Prefettura valuti più attentamente i pro e i contro delle sue decisioni”.

Nel frattempo, il comune di Torino di Sangro, si sta organizzando per ideare delle attività da proporre agli immigrati, in collaborazione con la Consulta Giovanile e le associazioni di volontariato, in quanto, non essendoci stato preavviso sull’arrivo degli immigrati, non si è ancora riusciti a organizzare nulla. “Stiamo programmando delle attività da svolgere insieme, come ad esempio la pulizia della spiaggia di cui se ne occuperà l’amministrazione e alla quale chiederemo agli immigrati se vogliono partecipare; è necessaria, infatti, una certa delicatezza d’approccio per coinvolgerli nelle nostre attività, che cercheremo di proporre sempre con la massima spontaneità, dopo dei momenti di condivisione con loro”.

Nausica Strever

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