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Copagri Abruzzo, piena condivisione del progetto di fusione delle Camere di Commercio

“Siamo assolutamente favorevoli al processo di fusione avviato dalle Camere di Commercio di Chieti e Pescara e l’auspichiamo anche per le altre province di Teramo e L’Aquila. In un periodo di piena spending review e di necessario riordino istituzionale è giusto guardare avanti e superare storiche divisioni geografiche”: questa la posizione della Copagri Abruzzo dopo che ieri la Giunta camerale della CCIAA di Chieti ha approvato il l’accorpamento con l’ente omologo pescarese.

“Tutto questo – aggiunge l’organizzazione professionale del mondo agricolo, che proprio recentemente ha provveduto a rinnovare le sue cariche direttive – deve però sostanziare riduzione dei centri decisionali, snellimento e velocizzazione burocratica, aumento dell’efficienza organizzativa, risparmi finanziari da rispalmare nel territorio in termini di servizi reali alle imprese ed ai cittadini utenti”.

Per il neo presidente di Copagri Abruzzo, Camillo D’Amico, “dopo la fusione fatta da Confindustria oggi abbiamo quella della Camera di Commercio. L’auspicio e l’augurio è che tutto questo sia solo l’inizio di un più ampio processo che coinvolga altri Enti, Istituzioni ed associazioni di rappresentanza sociale ed economica. Per la parte che ci compete ci apprestiamo ad avviare un grande processo riorganizzativo interno che favorisca la valorizzazione tecnica con ampie sinergie organizzative assumendo, a livello regionale, la sintesi dello sviluppo e della rappresentanza politica”.

“Il rammarico – chiosa D’Amico – è che quando, sotto l’egida del governo presieduto da Mario Monti, fu tentato l’avvio di un processo istituzionale che partiva dalle province ci fu una levata di scudi che fece cadere quell’iniziativa. L’errore di calcolo ha poi prodotto la permanenza di quest’Ente la cui natura oggi appare astratta ai più con la penalizzazione di aver tolto ai cittadini il diritto democratico di scegliere i propri amministratori. Talvolta, i processi di riordino e riorganizzazione, è meglio governarli che subirli.”

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