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Palazzo d’Avalos, nuova gara d’appalto e il muraglione ricomparirà…dopo l’estate

Tutto come previsto: i lavori di ripristino del muraglione di contenimento dei Giardi di palazzo d’Avalos, venuto giù il 24 febbraio scorso in seguito al maltempo, saranno ultimati a fine estate. Per un motivo o per un altro alla fine in Italia succede sempre che i tempi diventino elefantiaci e non è affatto difficile, purtroppo, azzecchare delle previsioni.

Una burocrazia inadeguata e anacronistica per un Paese che si definisce moderno fatta di tante regole e tanti controllori, tanti Enti a rimpallarsi il dovere di decidere. Un esempio la pista ciclabile da Punta Penna al Sinello che, se le nostre informazioni sono esatte, richiede ben 15 autorizzazioni diverse.

E, poi, arriva il paradosso, ovvero che quando ci si trova di fronte a un bene prezioso come la residenza marchesale dei d’Avalos, che custodisce ben 4 musei ed è ricca di un pregevole giardino napoletano molto simile a quello del monastero di Santa Chiara, anziché giungere ad una rapida soluzione del problema si perde tempo prezioso per meri errori formali di controllo.

E sì, perché la prima gara d’appalto per i lavori al muraglione indetta dal Genio Civile d’Abruzzo è stata cancellata per quello che è stato appunto definito “un errore formale” del quale non vogliamo neanche indagare la natura. Certo è che ci sono state delle omissioni o di chi ha approntato il bando o di chi doveva controllare la regolarità della documentazione presentata dalle società partecipanti.

Fatto sta che il tutto slitta di un altro mese con un nuovo bando emanato il 4 maggio e le cui buste verranno entro il 20 per vagliare l’offerta più conveniente. Da quel giorno, passerà ancora circa un mese per l’affidamento dei lavori, per i quali sarebbero previsti circa due mesi ancora per giungere a la loro ultimazione e una spesa di circa 300 mila euro. Si tratta di realizzare, come annunciavamo già pochi giorni dopo il crollo, un nuovo bastione di contenimento in calcestruzzo armato rivestito dalle pietre e dai mattoni venuti giù nella notte del 24 febbraio.
Quindi, se tutto va per il verso giusto, il telone blu dovrebbe scomparire definitivamente in settembre, a stagione turistica ormai conclusa.

In un momento in cui i lavori pubblici possono rappresentare anche un volano per la ripresa economica, come ha ricordato anche il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Forte la vicenda di Palazzo d’Avalos è la seconda nell’arco di poco tempo che investe la città di Vasto. L’altra ha riguardato l’annullamento della gara d’appalto per la realizzazione della rotatoria in località Pagliarelli, del viadotto sul torrente Apricino e la rotatoria all’innesto con la fondovalle Sinello per un importo complessivo di 5 milioni di euro.

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