Banner Top
Banner Top

Parco della Costa teatina e trivellazioni, ambientalisti sul piede di guerra

Sono il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, Zona 22, Coordinamento No Triv Abruzzo e Nuovo Senso Civico a sollevare nuovi dubbi sul parere positivo espresso dalla Commissione VIA nazionale in merito ad Ombrina Mare 2 a partire dal chiedersi il perché tale parere, rilasciato il 6 marzo scorso, non sia ancora disponibile al pubblico. Poi, però, gli ambientalisti ricordano l’interrogazione del M5S su alcuni membri della Commissione Via e parlano di “notizie che inquietano” sottolineando che “serve chiarezza”.

“Quello che circola da qualche giorno – insistono – e’ solo il parere della Commissione per l’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) che costituisce una parte dei pareri tecnici ministeriali necessari (Via + Aia). Tra l’altro, come sostiene il parere Aia le centinaia di osservazioni presentate da enti, cittadini e associazioni, non sono state esaminate in sede Aia ma rimandate esclusivamente alla competenza della Commissione Via”.

Gli ambientalisti esprimono “forti dubbi su tale approccio della Commissione Aia, in quanto molte osservazioni erano relative alle emissioni in atmosfera che sono oggetto proprio della procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale”.

Intanto, proprio in relazione alla interrogazione parlamentare del M5s sui membri della Commissione Via, associazioni e comitati hanno scritto “ai ministri Galletti e Franceschini per chiedere un’attenta verifica di quanto riportato dai deputati e, in ogni caso, di emanare un decreto in senso negativo perche’, come chiarito da una sentenza della Corte Costituzionale, il parere della Commissione Via non e’ vincolante in quanto la destinazione di un intero territorio non puo’ essere frutto di una mera analisi tecnica, ma deve scaturire anche dal bilanciamento degli interessi in gioco che deve essere svolto dal potere politico”.

Il tutto mentre WWF e Legambiente, attraverso le parole dei presidenti regionali Luciano Di Tizio e Giuseppe Di Marco, puntano il dito contro alcuni degli otto sindaci interessati dalla Costituzione del Parco della Costa teatina che, dicono, conferma di avere un ruolo chiave e decisivo nella lotta contro la deriva petrolifera abruzzese”.

Poi, però, levano il dito accusatorio quando aggiungono “cadono come macigni i contenuti del parere che confermano il Parco della Costa Teatina come ‘vincolo’ alla petrolizzazione. Se non si chiude subito la partita del Parco, non solo i parlamentari, ma anche i sindaci avranno dato una mano al voto per Sblocca Italia”.

“Ribadiamo – insistono Di Tizio e Di Marco, – che, in questo momento, i sindaci hanno in mano le sorti di questo territorio e ne risponderanno direttamente alle generazioni future. Dopo Bussi si rischia di passare al petrolchimico in mare, il peggio dell’economia del novecento. Ora tocca a voi sindaci, senza se e senza ma, dare sostegno ad un parco degno di questo nome, onde evitare la realizzazione del peggio che ci si possa aspettare”.

Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.