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Fondi al Cotir, ma sono ancora quelli stanziati dal precedente Governo regionale

Alla vigilia delle Festività pasquali ecco rispuntare la annosa quanto mai risolta questione degli stipendi arretrati per i dipendenti del Cotir, il Centro di ricerca di Contrada Zimarino. Ad accendere le polveri l’annuncio che la Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Politiche agricole Dino Pepe, il 25 marzo scorso ha deliberato un ulteriore stanziamento di 600 mila euro per i tre centri di ricerca abruzzesi (Cotir, Crab e Crivea), soldi che fanno seguito ai 520 mila euro stanziati qualche mese fa (e mai arrivati).

Resta il fatto che solo una parte degli stessi finiranno per compensare gli arretrati dei lavoratori, mentre il resto servirà a finanziare le ricerche in atto, il tutto mentre resta in piedi l’idea di un unico centro di ricerca regionale (ma visto come sta funzionando l’Arap o la neo-avvitata TUA ci sarebbe poco da stare allegri).

Su tutta la vicenda interviene a gamba tesa il predecessore di Pepe, ovvero Mauro Febbo, che non accetta che la paternità di quegli stanziamenti siano attribuiti ad altri che non siano il governo regionale targato Gianni Chiodi. “”Questo governo regionale – dice Febbo – dopo quasi un anno dal suo insediamento, ha investito zero euro per i centri di ricerca poiché sia i 600 mila euro deliberati il 25 marzo sia i 520 mila euro stanziati diversi mesi fa sono ancora il frutto del precedente governo regionale, ancora tutte risorse programmate e trovate dal sottoscritto nell’ultimo bilancio regionale approvato dal governo Chiodi”.

“Non solo, – spiegano Mauro Febbo e Alberto Amoroso, ex presidente del Cotir – queste risorse saranno sufficienti (sic !!!) a pagare solo una piccola parte degli emolumenti dei lavoratori ed arrivano e se arrivano (visto che dei primi 520 mila euro se ne parla da almeno otto mesi) dopo quasi un anno di silenzio assordante sia dei sindacati, sia dei politicanti, sia dei lavoratori che prima erano tutti a sventolare le proprie bandiere sui tetti del Cotir. Ma la cosa più grave è l’immobilismo da parte della Regione Abruzzo nel portare avanti la Legge di unificazione dei centri di ricerca (C.R.I.A.), presentata in accordo con i ricercatori e sindacati nella precedente legislatura e riproposta dal me e dal gruppo di FI nel mese di novembre. Per adesso registriamo solo chiacchiere, annunci, spot e non vediamo neanche l’ombra di una proposta concreta in tal senso visto che ho sollecitato più volte, anche per iscritto, che la nuova riforma riprendesse formalmente l’iter istituzionale presso le Commissioni competenti per poi essere approvata in Consiglio regionale”.

Per il forzista e l’ex presidente del Cda del Cotir: “i centri di ricerca saranno seriamente compromessi e avranno reali problemi di sopravvivenza se non si interverrà IMMEDIATAMENTE con la nuova legge, DA ME PROPOSTA MA SU CUI LA MAGGIORANZA SE VUOLE PUÒ SERENAMENTE INTERVENITE, e un fondo di rotazione ad hoc visto che addirittura non sono stati idoneamente e concretamente inseriti nemmeno nella programmazione del nuovo PSR 2014/2020, e cmq la nuova programmazione o meglio i primi bandi potranno essere disponibili non prima del 2016 (questa e’ la tragica verità !!!!) Pertanto – concludono Febbo e Amoroso – l’assessore Pepe oltre che ad annunciare nuovi fondi cerchi di sbloccare quelli precedenti, i nuovi li faccia arrivare con immediatezza ma soprattutto chiami in Commissione per l’esame la mia proposta, faccia tutte le proposte migliorative che vuole ma faccia presto. Su questo percorso avrà tutto il mio sostegno e quello di FI, come ben sa”.

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