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Perchè si dice Città del Vasto? Ecco la spiegazione

 

Quando Histonium, antico municipio romano della regione Frentana, venne, nell’anno 589, aggregato da Autari, re dei Longobardi, al Ducato di Benevento, tolse dal suo stemma le insegne romane per sostituirvi

quelle longobarde, che consistevano in uno scudo partito in quattro angoli, due di color vermiglio (oro) e due di color bianco (argento), le medesime che allora furono date anche a Benevento, capitale del Ducato. Ma incendiato e raso al suolo, nell’802, dall’esercito di Pipino che, al comando di Aymone di Dordona, era sceso in Italia per reprimere la ribellione del Duca Grimoaldo, a cui Histonium era soggetto, venne, nel seguente anno assegnato in Gastaldato ad Aymone di Dordona, allo stesso che l’aveva distrutto e, questi, attratto dall’amenità del sito, cominciò a ricostruirlo e la nuova terra fu chiamata Guasto di Aymone, cioè residenza del Castaldo Aymone. (Così Luigi Anelli in Vasto, cenni storici giustificativi del titolo di città, dello stemma e dello stendardo 1932).

Durante la Guerra di Successione di Spagna «nel 1700 Carlo II di Spagna era morto senza eredi), Vasto, che era infeudato al Marchese Cesare Michelangelo D’Avalos, e che aveva parteggiato per Casa d’Austria, in riconoscenza della fedeltà dimostrata per le vittoriose armi austriache. ebbe, con diploma del 29 marzo 1710, dall ‘Imperatore Carlo III, il titolo di Città e di sede vescovile.

Nel diploma che si conserva nell’archivio comunale di Vasto, tra l’altro è detto: “E tenendo presente che il feudo nobilissimo del Vasto, antichissimo, è sotto il dominio dei predetti Marchesi di Pescara e del Vasto, non sono insigniti del titolo di Marchesi, ma, altresì, per due volte della dignità di Grandi di Spagna, tale feudo diciamo, cospicuo per il costante ossequio verso i nostri, per le ricchezze degli abitanti, per l’ampiezza del suo territorio, per gli edifici, per i templi, per le mura fortificate, ricco di Baroni e di uomini addottorati nelle diverse discipline, illustre per palagi e dovizie dei cittadini, per cenobi e per abbondanza di nobili famiglie, sempre aperto ai nostri eserciti, famoso, altresì, per le sue antichità, vanto che sino a questi tempi ha conservato il privilegio derivantegli dalla sua vetustà, chiamandosi ancora oggi Vasto Municipio del Romano Impero, giustamente, per le sopradette considerazioni, la Terra ed il Castello del Vasto, per tanti motivi illustri, abbiamo stabilito di elevare al titolo di città, annullando il nome di Castello. Pertanto, a tenore della presente di certa nostra scienza e motu proprio, spontaneamente e per deliberata volontà del nostro animo, il detto Feudo del Vasto, lo dichiariamo Città e graziosamente gli conferiamo gli onori e la dignità di Città e tutte le altre prerogative, diritti e denominazioni, gli concediamo, mentre aboliamo completamente il nome di Castello, cosicché nessuno per l’avvenire osi chiamarlo Castello e, innalzato tale feudo alla dignità di città, si valga del nome più importante di città e venga iscritto nel novero delle città del Segno e sia meritevole della dignità Episcopale: concedendo, inoltre, al luogo sopradetto tutti gli altri diritti, prerogative e privilegi che competono alle altre città, vogliamo e decretiamo che ad esso siano riconosciuti tali diritti comunque possono e debbono spettare; ed inoltre questi privilegi s’intendano estesi anche al suo territorio, di modo che tutti i castelli che saranno edificati rientro i suoi confini, siano considerati come parti della suddetta città, compresi nel territorio della medesima…”

Giuseppe Catania (noivastesi.it)

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