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Vasto rischia di perdere 2 milioni di euro per attività di contrasto al dissesto idrogeologico

“Una commissione inutile e di fatto estinta”, “improduttiva”, “deformata”, “di fatto sciolta”: questi gli epiteti con i quali Massimo Desiati, Etelwardo Sigismondi, Davide D’Alessandro, Nicola Del Prete e Andrea Bischia tornano ad attaccare la Commissione di studio per il dissesto idrogeologico (dalla quale alcuni di essi si sono dimessi) proprio nel giorno del sopralluogo della stessa all’interno di Palazzo d’Avalos e in via Adriatica. Un affondo, però, che apre anche un nuovo caso.

E sì, perché i cinque affermano: “Mentre alcuni Consiglieri comunali, componenti di una Commissione inutile e di fatto estinta, vagano, come fantasmi, tra le mura dell’antico Palazzo d’Avalos e con telecamere al seguito, il Comune di Vasto sta per perdere i finanziamenti per far fronte alle attività di contrasto al dissesto idrogeologico del costone orientale del centro abitato.

Si tratta di ben 2 milioni di euro, già appostati dalla Regione Abruzzo a favore della nostra città, provenienti dal progetto “Italia sicura”, nell’ambito delle attività della “Struttura di missione ministeriale” del Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), di cui nessuna parla e di cui la fantomatica Commissione non ha la benché minima conoscenza, concentrata com’è nel guardare soltanto ciò che l’amministrazione comunale vuole che si sappia! L’organismo nazionale, di recentissima formazione, attende alle necessità relative al dissesto idrogeologico per tutto il territorio nazionale e la Regione Abruzzo ha definito e richiesto, in tale prospettiva, un finanziamento di 2 milioni di euro per Vasto. Non si tratta di interventi per il ripristino del muraglione dei Giardini di Palazzo d’Avalos ma per alcuni punti critici dell’intero costone”.

Quindi, si tratterebbe di ulteriori fondi da utilizzare magari per altre criticità e vengono in mente la stessa via Adriatica, via Tre Segni o via S. Lucia. Desiati e C. accusano il fatto che “sembrerebbe una buona notizia se non fosse per il fatto che, per ottenere questi fondi, c’è la necessità di inoltrare al Ministero, per il tramite della Regione Abruzzo, un “Progetto esecutivo” d’intervento. Bene, da oltre un mese giungono sollecitazioni al Comune di Vasto, da parte della Regione, affinché tale atto sia inviato ma del progetto neanche l’ombra!

E’ gravissimo quanto sta accadendo, infatti altri Comuni d’Abruzzo hanno già provveduto ad esperire quanto necessario, mentre quello di Vasto sembra non essere interessato. I fondi disponibili non sono inesauribili e, per il sistema di finanziamento adottato, il rischio è di arrivare, magari neanche con un progetto esecutivo ma soltanto preliminare, quando il sacco è ormai vuoto!”

Infine, non poteva mancare la stoccata al cuore della Commissione. “Accade questo nel mentre ciò che resta dell’improduttiva ed inutile Commissione di studio non viene neanche informato delle possibilità di intervento finanziario quali quello su evidenziato – scrivono ancora Desiati, Sigismondi, D’Alessandro, Del Prete e Bischia – Una Commissione di cui, dopo le dimissioni di quasi tutti i rappresentanti dell’Opposizione, fanno parte soltanto Consiglieri della maggioranza e di Forza Italia; verrebbe da dire, a questo punto, della sola maggioranza.

La Commissione così… deformata è, di fatto, già sciolta poiché il numero dei suoi componenti, effettivi o supplenti, non è quello stabilito dalla Delibera consiliare istitutiva e, pertanto, neanche potrebbe riunirsi ed operare in alcun modo. Soltanto l’improduttiva pervicacia di alcuni giulivi commissari reduci, che, per principio, non vogliono prendere atto della realtà e della sua inutilità, mantiene in piedi un simulacro della cui esistenza non si è accorto nessuno, né la Regione, i cui rappresentanti istituzionali partecipano ai convegni di partito diffondendo notizie relative ad ipotesi d’intervento né la cittadinanza vastese che chiede concretezza e soldi per il dissesto e non le chiacchiere morte”.

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