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Dopo la mosca olearia ulivi a rischio (per ora remoto) di infestazione da Xylella fastidiosa

Dopo un autunno nel quale le coltivazioni di olivi sono state infestate dalla Dacus Oleae (mosca olearia), con tutti i gravi danni che ne sono derivati a livello produttivo, Copagri alza il livello di attenzione anche su un altro organismo infestante, la “Xylella fastidiosa”, un batterio in grado di determinare l’essiccamento degli ulivi e che sta arrecando non pochi danni in Puglia, dove, come ricorda l’organizzazione professionale, “più di un milione di piante sono state tagliate ed estirpate perché attaccate dall’agente patogeno.
Per quella terra e la sua economia agricola è un danno incalcolabile non solo sul piano economico e sociale ma anche storico ed ambientale.”

Dell’argomento parla proprio una lettera inviata all’assessore regionale alle Politiche agricole Dino Pepe dal vice-presidente vicario di Copagri Abruzzo, Camillo D’Amico che scrive ancora
“Le notizie che apprendiamo non solo dai media ma anche da dirette testimonianze di amici, colleghi ed agricoltori ci parlano di un lento ma inesorabile allargamento verso Nord degli attacchi tanto che, paventare situazioni critiche nel vicino Molise o qui da noi in Abruzzo, non è più cosa fantascientifica.

Le tecniche di contenimento al momento sono limitate al solo abbattimento delle piante già attaccate o immediatamente prossime ai fondi colpiti dall’agente patogeno; tutto questo nel mentre continua imperterrita la ricerca in laboratorio per trovare antagonisti chimici e/o naturali ancora di là da venire.

Al momento siamo ancora in una situazione di relativa tranquillità ma, come si suol dire, “prevenire è meglio che curare”; da qui la ragione della presente nota che si sostanzia come segue: dare vita ad una task force di tecnici della associazioni olivicole che portano avanti i progetti di miglioramento di dell’extra vergine di oliva (reg. UE ex 867/08) e della regione Abruzzo per un monitoraggio continuo e preventivo del territorio.

I tecnici impegnati nei progetti inerenti il miglioramento della qualità dell’olio d’oliva extra vergine, per natura ed istituto, già presidiano costantemente il territorio relativamente alle aziende olivicole che vi aderiscano e rappresentano quelle più rappresentative le quali, solitamente, producono per il mercato.
A questi debbono aggiungersi quelli che Lei deciderà di affiancare.
La mia, caro Assessore, è solo una proposta e non un allarme comunque da non sottovalutare affatto”.

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