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Il parroco Padre Di Giamberardino: “Riscoprire la dignità e gli impegni della vita cristiana”

Un intenso programma è stato predisposto nella Parrocchia dell’Incoronata per la Missione che si tiene, in questa Quaresima 2015, dal 23 al 28 febbraio (la conclusione è programmata per Domenica 1 marzo). Durante la Missione, ogni giorno in chiesa c’è l’adorazione eucaristica, con turni di fedeli, animati dai missionari  (dalle ore 7,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 19,00). La sera, alle ore 19,00, c’è la recita dei Vespri, seguita dalla celebrazione della Messa con la partecipazione dei gruppi parrocchiali. Sono attivati vari “Centri di ascolto” con i missionari. Per i bambini della scuola si organizza il “Buon giorno a Dio” e la proiezione di un filmato. Davanti ai bar locali è stata messa una postazione dei missionari.

Ma il parroco P. Eugenio Di Giamberardino ha voluto anche proporre ai fedeli alcune riflessioni, che devono essere guida per una più incisiva partecipazione all’evento.

Sulla Quaresima e sulla Missione il parroco tiene a sottolineare che “esse rappresentano un tempo spirituale “forte” durante il quale i fedeli che frequentano l’Incoronata sono chiamati a riscoprire la dignità e gli impegni che la vita cristiana comporta”.

“In questo cammino spirituale, – aggiunge P. Giamberardino – la Chiesa chiede ai cristiani di essere fieri di far parte del popolo redento da Gesù, chiamato a essere unito alla sua morte per partecipare alla sua Risurrezione. Con l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, la penitenza e la pratica della carità verso i fratelli bisognosi, i fedeli prendono come modello Gesù, che nel deserto digiuna, vince la tentazione e sceglie di seguire la via del servo umile e obbediente fino alla croce”.

“La quaresima, con La missione parrocchiale, – prosegue il parroco – rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire la grazia del Battesimo e prepararsi a celebrare nella gioia e col cuore purificato la Pasqua, apprezzando il dono di essere figli di Dio, offertoci da Gesù. Lo Spirito, che guidò Gesù nel deserto, spinge anche oggi i battezzati a seguirlo nella lotta contro le tentazioni, per rimanere nella fedeltà a Dio e non farsi vincere dalle seduzioni del peccato, della ricerca smodata del piacere e del potere, della trascuratezza nei confronti di Dio e della ina­dempienza verso i suoi comandamenti”.

Conclude P. Giamberardino: “L’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, l’esercizio delle opere di
misericordia corporali e spirituali richiamano i credenti a riprendere la via della santità, docili alle indicazioni del Vangelo. Il clima penitenziale della quaresima e le iniziative della missione chiedono di impegnarsi a sanare le conseguenze dei peccati personali e comunitari con la mortificazione dell’egoismo, dell’orgoglio, della superbia e degli altri vizi, adottando una vita più sobria”.

Luigi Medea

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